Google Traduttore e il "guasto" di Inshallah

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Un bug? Uno scherzo? Un hackeraggio? Domande che si sono posti in tanti ieri quando, provando a tradurre su Google Translate l'espressione “Ci rivedremo presto” veniva fuori "InshAllah", parola che in arabo significa "Se Allah vuole" oppure "Sia fatto il volere di Allah", termine molto utilizzato nel mondo islamico e alla base di ogni credente.

Ad accorgersi di questo errore è stata questa pagina Facebook, che ha subito reso virale il "buco". Un buco che si verificava in qualsiasi lingua si provasse a tradurre l'espressione, inglese, italiano o francese, ma anche malese, nepalese o cinese.
Non è la prima volta che accade: qualche anno fa, infatti, la traduzione della parola Bergoglio dal basco in qualsiasi lingua veniva tradotta come "L’anticristo”, bug che è stato successivamente corretto.  Come è stata riparata anche quest'ultima anomalia che in seguito ai fatti di Parigi aveva suscitato non poca preoccupazione. A confermare la riparazione del guasto, Google Italia, che però non ha fornito alcun dettaglio sulle cause dell'evento, né da dove si sia originato.

La storia di Internet è piena di bug di questo tipo, alcuni divertenti - come quello che traduceva Lady Gaga in Britney Spears - altri inquietanti. Molti siti informatici hanno spiegato questa traduzione di "InshAllah" come un Google bombing: in pratica, un gruppo di persone modifica i risultati di una ricerca attraverso la segnalazione di errori di traduzione, segnalazione che viene fatta ogni volta che si utilizza il servizio.  Un lavoro che è difficile farlo con  l’inglese rispetto che con lingue parlate da pochi utenti, ma basta utilizzare uno script e il gioco è fatto. A lavorare allo scherzetto, poi, basta  cambiare l’indirizzo Ip del proprio computer di volta in volta, senza dover essere in tanti.

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