Cile, Neruda ucciso dopo il colpo di stato del 1973?

Dopo aver negato l’ipotesi per anni, ora il governo cileno fa dietrofront

Pablo Neruda, tre sue poesie per ricordarlo nell'anniversario della morte

Il governo del Cile ha riconosciuto che il premio Nobel Pablo Neruda potrebbe essere stato ucciso dopo il colpo di stato dell’11 settembre 1973 che portò al potere il generale Augusto Pinochet. Il Ministero degli Interni ha rilasciato ieri una dichiarazione nella quale spiega che il poeta non sarebbe morto di cancro, come si è sempre creduto, ma che

“risulta chiaramente possibile e altamente probabile l’intervento di terzi”.

Evitando il burocratese: Neruda sarebbe stato assassinato, tesi sostenuta da tempo dal nipote dello scrittore, Rodolfo Reyes.

L’ipotesi resta probabile anche se non confermata: il ministeroha spiegato che il gruppo di esperti che ha in carico le indagini non ha raggiunto una conclusione.

Neruda, oltre a essere un poeta, era un politico di sinistra e diplomatico, intimo amico del presidente marxista Salvador Allende che si suicidò piuttosto che arrendersi alle truppe di Pinochet. Neruda, all’epoca 69enne, aveva in mente di andare in esilio e, fuori dal suo Pese, sarebbe stato una voce influente contro la dittatura. Un giorno prima della prevista partenza fu portato in ambulanza alla clinica Santa Maria di Santiago dove fu sottoposto alle cure per il cancro alla prostata di cui soffriva.

Nel 2013 il corpo del poeta è stato riesumato. Nel novembre 2013 sono stati ufficializzati i dati delle indagini che non hanno fatto emergere elementi tali da far pensare a un avvelenamento. La famiglia e l’autista del poeta, non soddisfatti, hanno chiesto ulteriori accertamenti. Ieri il governo cileno ha detto che potrebbe esserci stato avvelenamento. E, a quanto pare, la fine del più noto poeta sudamericano resta tutta da scrivere.

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