The Program: la storia della truffa-Armstrong

Il libro del giornalista David Walsh, da cui è stato tratto il film di Stephen Frears, è un’avvincente storia di giornalismo investigativo

LE GRAND BORNAND, FRANCE - JULY 22:  Lance Armstrong of the USA and riding for US Postal Service presented by Berry Floor celebrates as he wins stage 17 of the Tour de France on July 22, 2004 from Bourg d'Oisans to le Grand Bornand, France. (Photo by Doug Pensinger/Getty Images)

The Program di David Walsh è il libro che ha ispirato l’omonimo film di Stephen Frears uscito nelle sale italiane nello scorso mese di ottobre, ma la distanza rispetto alla riduzione cinematografica non è solamente nei termini di un maggiore approfondimento, ma nella natura stessa dell’opera.

Il film The Program è una storia di sport e di doping con un protagonista e un co-protagonista, il ciclista Lance Armstrong e il giornalista David Walsh. Il libro The Program racconta la ventennale storia di Armstrong e Walsh, nella prospettiva di quest’ultimo, il suo principale accusatore, l’uomo che, dopo averlo conosciuto nel 1993 e avere sollevato dubbi sull’autenticità della sua vittoria, ha cercato per oltre un decennio le prove della sua truffa, la più grande nella storia dello sport.

Il libro The Program, dunque, non è soltanto una storia sul ciclismo, su di un (presunto) campione e sul doping, ma è l’accuratissima ricostruzione di un’indagine giornalistica durata anni, un’inchiesta che non è stata indolore per il suo autore che ha dovuto affrontare l’isolamento da parte dei colleghi, lo scetticismo da parte di gran parte del circo mediatico del ciclismo internazionale e, soprattutto, le conseguenze legali dei suoi articoli e di un suo precedente libro (L.A. Confidentiel) contro l’uomo che è stato uno dei padroni assoluti del mondo delle due ruote per oltre un decennio, dal primo successo al Tour del 1999 al definitivo ritiro dall’agonismo del 2011.

La storia raccontata da Walsh parte dagli anni Ottanta, dal primo contatto del giornalista irlandese con il doping più "artigianale" e non ancora endemico, precedente a quello ematico praticato negli anni Novanta e Duemila. Quando Walsh conosce Armstrong qualche settimana prima che lui diventi campione del mondo, il giornalista è convinto che quell’ambizioso ragazzo texano possa diventare un campione delle corse di un giorno. Sei anni dopo, quando, dopo avere sconfitto il cancro, il corridore statunitense stacca tutti sulle Alpi piemontesi mettendo le mani sulla maglia gialla, Walsh è il primo a ipotizzare che di mezzo vi sia il doping.

Da quel momento la sua vita è guidata da un’ossessione: smascherare il finto campione, dimostrare come le sue performance siano il frutto di aiuti farmaceutici e pratiche illecite.

Mentre la maggior parte dei colleghi preferiscono la strada più sicura della celebrazione dell’uomo capace di sconfiggere il cancro e vincere sette Tour de France consecutivi, Walsh intraprende un cammino più tortuoso:

Alcuni dei più acuti tra i miei colleghi affermano che se vuoi diventare un giornalista sportivo è meglio che ami la scrittura più che lo sport. Amavo il ruolo che i giornalisti sportivi hanno: affliggere quelli che stanno troppo comodi, confortare gli afflitti, come dicevano una volta i cronisti.

Walsh diventa il nemico numero uno di Armstrong che non esita a ridicolizzarlo durante le conferenze stampa. Mentre Armstrong colleziona maglie gialle, Walsh raccoglie testimonianze pesanti: quelle di Betsy Andreu, quelle dell’ex maglia gialla Greg Lemond, quelle dell’ex ciclista Stephen Swart e quelle della massaggiatrice Emma O’Reilly, tutte persone venute a conoscenza, nei modi più differenti, dell’utilizzo di sostanze dopanti da parte di Armstrong e dei suoi compagni di squadra.

The Program, “il programma”, altro non è che la metodica somministrazione di Epo, successivamente sostituita dall’autoemotrasfusione, a Armstrong e alla sua truppa. Un sistema scientifico e condiviso con una mente-guida: quella di Michele Ferrari, “Schumi” per il suo amico americano.

Il ritratto di Armstrong è impietoso: bugiardo patologico, prepotente, corruttore. Il lato positivo del personaggio – la sua fondazione per i malati di cancro – è completamente soverchiato dal demone del successo e del denaro. Armstrong è allo stesso tempo il regista e il protagonista di una messinscena mai vista prima e il libro di Walsh sta al giornalismo sportivo come l’inchiesta sul Watergate o lo scoop di Seymour Hersh su My Lai stanno al giornalismo tout court. Proprio per questo motivo, oltre a essere un libro godibilissimo per tutti coloro che vogliano approfondire fin nei minimi dettagli la menzogna-Armstrong e la storia del doping di squadra alla Us Postal, The Program è un grande saggio sul giornalismo d’inchiesta, una lettura consigliata a chi ama la scrittura e si appassiona alle storie di quei giornalisti che hanno il brutto vizio di fare domande scomode e di seguire insistentemente piste non convenzionali, sicuri che il tempo, prima o poi, darà ragione alla loro cocciutaggine.

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