Morten Brask è il “germoglio” del Premio Bottari Lattes Grinzane 2015

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Dopo il premio La Quercia a Javier Marías, la vittoria nella sezione Il Germoglio del Premio Bottari Lattes Grinzane 2015, è andata a Morten Brask con La vita perfetta di William Sidis (Iperborea). Se La Quercia premia un autore guardando al complesso della sua opera, Il Germoglio viene assegnato al miglior libro di narrativa italiana o straniera pubblicato nell’ultimo anno.

A votare sono stati gli studenti delle tredici giurie scolastiche che hanno scelto il romanzo dello scrittore danese preferendolo a quelli degli altri quattro finalisti: Dentro c'è una strada per Parigi (Neri Pozza) di Novita Amadei, L'ultimo arrivato (Sellerio) di Marco Balzano, Un regalo del Fuhrer (Einaudi) di Charles Lewinski e Ovunque, proteggici (Nottetempo) di Elisa Ruotolo.

La vita perfetta di William Sidis racconta la storia di un bambino prodigio, nato a New York alla fine dell’Ottocento e morto a Boston nel 1944. William Sidis, detto Billy, era un bambino dalle prodigiose capacità mnemoniche e intellettive prodigiose. Il libro di Brask ne narra la vita da fenomeno da baraccone, l’insegnamento all’università all’età di otto anni, poi il difficile adattamento a una vita che gli aveva fatto troppe promesse. Laureato in cinema, giornalista per le maggiori testate danesi, autore di saggi e reportage di viaggio, il 45enne Morten Brask è stato tradotto per la prima volta in Italia con La vita perfetta di William Sidis e il Premio Bottari Lattes Grinzane è, senza dubbio un ottimo viatico per una carriera albeggiante. Nel 2012 quando Patrick Modiano vinse La Quercia i suoi libri non erano molto noti, ma i giurati furono lungimiranti e lo premiarono con due anni di anticipo sull’assegnazione del Nobel.

Foto | Fondazione Bottari Lattes

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