Incontro d'estate, di Truman Capote

Mentre l'estate avanza, calda e afosa, quella che all'inizio era solo un'attrazione fragile e ambigua diventa un amore sempre più forte e profondo: il primo capolavoro di Truman Capote

Truman Capote

Verso la fine del 2004, la Sotheby’s di New York mette all’asta un mucchio di cose appartenute a Truman Capote. A quanto pare, Capote aveva vissuto per un certo periodo di tempo – del 1950 – in un seminterrato a Brooklyn. Lo scrittore aveva lasciato l'appartamento senza portare nulla con sé, aveva lasciato tutto lì e chiesto al proprietario di buttare o, in alternativa, di bruciare le sue cose. Per fortuna, il lungimirante e assennato proprietario non gli ha dato retta, anzi, per quasi cinquant’anni ha conservato gelosamente le sue cose. Fino alla morte.

Qualche tempo dopo, però, un suo anonimo successore decide di sbarazzarsene e così si rivolge alla Sotheby’s. La famosa casa d’aste scrive all’avvocato Alan U. Schwartz – avvocato, curatore dei diritti d’autore e amico dell’autore di A sangue freddo – per informarlo dell’esistenza di un manoscritto; glielo fanno pervenire.

Lessi il romanzo con molta eccitazione – dice Schwartz nella postfazione – e un po’ di paura. Ricordavo che probabilmente Truman non aveva intenzione di pubblicarlo, ma al tempo stesso speravo che il romanzo avrebbe fatto luce sulla produzione letteraria del giovane Capote precedente la composizione del suo primo cult “Altre voci, altre stanze”.

Scritto a mano su un quaderno, si tratta del primo romanzo di Capote e ha per titolo Incontro d’estate ed è pubblicato in Italia da Garzanti.

La trama è semplice: Grady è una ragazza proveniente da una famiglia newyorkese benestante, che per la prima volta rimane sola a casa, a New York, mentre i genitori partiranno per le vacanze. E Grady ha tutte le intenzioni di spassarsela con Clyde Manzer, un povero ragazzo ebreo. Ma quella che sembra una semplice passione di una ragazza che pesca casualmente nei bassifondi, si trasforma in qualcosa di più definitivo.

Ciò che colpisce – oltre ad alcuni temi ricorrenti in tutta la sua opera – è la sicurezza nel modo di utilizzare la scrittura, sempre chiara, efficace, che va dritto al sodo. Insomma, la scrittura del già maturo Capote.

La beffa, in tutta questa storia, di per sé molto romanzesca, è che la «buffa conclusione di questo tramestio fu che l’asta andò deserta».

Truman Capote
Incontro d'estate
traduzione di Stefania Cherchi
Garzanti, 2011
ISBN 9788811683865
pp 132, euro 15

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