Dieci frasi di Giuseppe Ungaretti nell'anniversario della morte

Nella notte tra l'1 e il 2 giugno 1970 moriva il poeta Giuseppe Ungaretti: una selezione di sue citazioni per ricordarlo

Ricorre oggi l’anniversario della morte di Giuseppe Ungaretti: il poeta, infatti, morì nella notte tra il 1 e il 2 giugno 1970. Ungaretti è “il poeta della memoria, anzi di materia e memoria”, come ebbe a definirlo Carlo Ossola, in riferimento al suo percorso artistico mai scontato e banale.

Ungaretti è uno di quei pochi poeti di cui tutti – e dico tutti – conosciamo almeno una poesia: “M’illumino | d’immenso”, per esempio; ma anche “Si sta come | d'autunno | sugli alberi | le foglie”.

Per ricordare il poeta, vi riportiamo alcune frasi dalle sue poesie, invitandovi a leggere i componimenti per intero e lasciarsi ispirare dalle sue parole.


  • Di che reggimento siete | fratelli? | Parola tremante | nella notte. | Foglia appena nata | Nell'aria spasimante | involontaria rivolta | dell'uomo presente alla sua | fragilità | Fratelli. (da Fratelli)

  • Non mi rimane che rassegnarmi a morire. | Alleverò dunque tranquillamente una prole. (da Lucca)

  • La morte | si sconta | vivendo. (da Sono una creatura)

  • Non mi lasciare, resta, sofferenza! (da Auguri per il proprio compleanno)

  • Si sta come | d'autunno | sugli alberi | le foglie. (da Soldati)

  • Sei comparsa al portone | in un vestito rosso | per dirmi che sei fuoco | che consuma e riaccende. (da 12 settembre 1966)

  • La carità feroce del ricordo. (da Ultimi cori per la Terra Promessa)

  • M'illumino | d'immenso. (da Mattina)

  • Il vero amore è una quiete accesa. (da Silenzio in Liguria)

  • Volontà di vivere nonostante tutto, stringendo i pugni, nonostante la morte. (da Il naufragio e l'Assoluto)


Giuseppe Ungaretti
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