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Umberto Eco, La memoria vegetale

Pubblicato: 18 mar 2007 da rossano astremo

Una scelta controcorrente. Quella di stampare un libro in un’edizione limitata. Solo duemila copie per un autore, Umberto Eco, che è abituato ad entrare nelle classifiche dei libri più venduti anche con libri di semiotica, in teoria testi non accessibili a tutti.
In questo suo ultimo lavoro, La memoria vegetale, Eco racconta l’importanza del libro fin dalla sua apparizione per quanto riguarda l’evoluzione delle civiltà e per la nascita delle grandi religioni monoteistiche.
“Il libro è un’assicurazione sulla vita, una piccola anticipazione di immortalità”.
L’essere bibliofili, e collezionisti di libri, non necessita di grandi capitali, tutti possiamo sfruttare le bancarelle presenti nelle strade delle nostre città e acquistare libri, forse non preziosi come certe prime edizioni di grande pregio, ma sicuramente interessanti e sempre più interessanti col passare degli anni. La bibliofilia, quindi, è soprattutto l’amore per l’oggetto libro. Attenti, però, a non farla divenire malattia.
Con l’abituale acutezza, humour e competenza, Eco passa in rassegna alcune opere, racconta aneddoti, traccia un criterio di valore, insomma ci guida nel magico mondo della bibliofilia.
Perché Eco non si rivolge prevalentemente a chi è già un bibliofilo, ma a tutti gli altri, ai potenziali amanti del libro, che sono innumerevoli e che forse non sanno ancora di esserlo.

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