Il colpevole piacere delle letture da ombrellone

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Il colpevole piacere delle letture da ombrelloneL’idea è stata lanciata da vari quotidiani stranieri in questi giorni: che a volte il piacere della lettura sia connesso con un certo “senso di colpa”.

È semplice: a volte si legge un libro che non è propriamente “letteratura”, un thriller, un giallo, un chick lit (tipiche letture da ombrellone, appunto) e rimane un sottofondo di “senso di colpa” perché magari, tre giorni dopo, ci si dimentica del tutto non solo i particolari ma finanche la trama e i nomi dei personaggi di quel che si è letto (mai capitato? A me sì).

Il fatto, spiega l’articolista del New York Times, è facilmente spiegabile partendo dall’assunto che “alcuni libri (e forse alcuni generi) sono oggettivamente inferiori ad altri e che non sempre i libri “migliori” sono anche i più gradevoli” da leggere.

Funzionerebbe insomma come col cibo: non sempre quel che ci piace mangiare ci fa bene? Non è del tutto così, però, secondo l’opinionista. Si potrebbe obiettare che la qualità di un libro è del tutto relativa rispetto ai gusti di chi lo legge. Il che è solo parzialmente vero, perchè ci sono dei libri che obiettivamente giudichiamo “difficili” e allo stesso tempo “bellissimi”.

E allora tutto sta nel decidere in cosa consista il piacere della lettura. Principalmente nell’evasione dalla realtà? Certo, e anche grandi classici riescono nell’impresa, come Jane Austen o Thomas Mann, al pari di un Grisham o un Follet.

Il problema è che la bellezza di un libro, continua, non può misurarsi solo su questo parametro. Forse, spiega, è in discussione il modo in cui noi vediamo l’atto di leggere. Negli sport, non sempre i più “facili” sono quelli che ci danno più soddisfazione no? Eppure, con impegno, sforzo, perseveranza, è possibile provare passione anche per l’arrampicata o allenandosi per una maratona agonistica. E’ così che dovremmo imparare a considerare il “piacere della lettura”.

E – sentite che bella questa frase – “ciò che distingue un testo di alto livello, di qualsiasi genere sia, è la sua abilità da continuare a ricompensare – con il piacere – coloro che si impegnano a scoprirne le ricchezze”.

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