È Stefania Nardini la prima autrice italiana contemporanea tradotta in Ucraina. Il suo romanzo Matrioska è uscito in questi giorni sulla rivista “Vsesvit”. Sullo stesso numero della rivista è stato pubblicato “Novecento” di Alessandro Baricco. La rivista, un bimestrale molto prestigioso, si occupa di autori stranieri. L’ultimo autore italiano, oltre dieci anni fa, era stato Umberto Eco. Mentre, per la scrittura femminile, le uniche italiane ad essere tradotte erano state Ada Negri e Sibilla Aleramo. Un dato significativo ha indotto la rivista “Vsevit” a pubblicare il romanzo di Stefania Nardini. “Matrioska”, infatti, uscito in Italia sei anni fa, era stato tradotto da un giornalista di Kiev e fatto circolare in fotocopie, clandestinamente, per non incorrere nella censura di regime. Del fatto si erano impossessati, con titoli in prima pagina, i giornali della opposizione.
La rivoluzione arancione in Ucraina ha dischiuso le porte a “Matrioska”: la Nardini narra in prima persona la storia di una donna ucraina che emigra, clandestina, in Italia per fare la badante, nonostante la sua laurea in letteratura. Una vicenda emblematica del dramma di un Paese che, dopo la caduta del Muro, con un tasso di disoccupazione altissimo e redditi da fame, ha visto emigrare oltre mezzo milione di donne provenienti dalla media borghesia che hanno lasciato il paese, un vero e proprio esercito impegnato nella lotta per la sopravvivenza in una trincea fatta di lavori umili.
Paolo Jori
11 lug 2007 - 16:20 - #1Auguro a Stefania Nardini tutta la fortuna che merita!
Il successo della sua opera inorgoglisce qualunque italiano. Una delle prime autrici contemporanee tradotte in lingua ukraina.
Ecco… tradotta in ukraino. Non voglio essere polemico nel festeggiare un evento di tale portata, ma credo doveroso concedere la propria parte di merito a tutti coloro che lo hanno reso possibile.
Io conosco personalmente la traduttrice del romanzo, il cui nome non ho visto mai riprodotto per esteso, ma solo con nomignoli come Vita, che pur nella loro simpatia, sminuiscono la portata dell’impegno letterario, non rendendole il giusto tributo per il lavoro svolto. Parlo di Viktoriya Moskalenko (viktroll@hotmail.it), attualmente vivente in Italia, con cittadinanza italiana, alla quale non e’ stato rivolto il benche’ minimo ringraziamento. Lo faccio io ora in queste righe e, per quanti volessero riparare a tale mancanza, la si puo’ contattare all’indirizzo e-mail di cui sopra. Lei, per la modestia dei grandi, non avrebbe mai redatto un comunicato in tal guisa.
Ciao Stefania, ciao Viktoriya!
limewire
23 dic 2007 - 11:13 - #2Thanks boys
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