Buona Pasqua con la poesia “Un profumo di nardo” di Manuel Alegre

Felice Pasqua con una poesia di Manuel Alegre che si sofferma sul “profumo” che lasciano i ricordi

Buona Pasqua, amiche e amici di Blogo e di Booksblog! L’aria di Pasqua è sempre tersa e limpida, al di là del fatto che possa piovere o meno: è l’idea della Pasqua che ha sempre la meglio, perché il fatto che la vita possa vincere sulla morte è una speranza per molti, un interrogativo per altri, una scommessa per alcuni.

All’idea di questo nuovo profumo e della vita che (forse) continua pensa il poeta portoghese Manuel Alegre che nella poesia Un profumo di nardo (traduzione di Giulia Lanciani), parla sì di risurrezione ma anche dell’incertezza che c’è per il “dopo la morte”: quel che resta, dice Alegre, è solo un profumo di nardo, anche per le poesie. Niente di più. Chissà!

In verità ti dico: Non
mi aspetto l’eternità. E so
che nessun verso vince la morte.
Cerco appena un segno
un ritmo che mi ridia
l’impercettibile respiro della terra.
Forse i capelli di Maria
sorella di Marta
che m’asciugano i piedi.
Perché tutte le poesie sono mortali
e quel che resta è forse
un profumo di nardo. E niente più.

Buona Pasqua con la poesia “Un profumo di nardo” di Manuel Alegre

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