Poesie di Pasqua: “La Pasqua dei poveri” di Carlo Betocchi

Intensa “La Pasqua dei poveri”, una poesia di Carlo Betocchi, uno dei poeti “religiosi” italiani più geniali

Per Carlo Betocchi (1899-1986) uno dei nostri più geniali poeti religiosi, la vita è sottomessa a un disegno soprannaturale: il Cristo è una realtà perentoria da vivere giorno per giorno, una realtà che è fatta di semplicità e speranza, al di là delle questioni consumistiche che, costantemente, accompagnano le feste (da Pasqua a Natale).

La poesia La Pasqua dei poveri infonde speranza e pace, anche se parla di situazioni difficili, come sono difficili i tempi che viviamo!

Forse per noi che non abbiam pane,
forse più bella è la tua Santa Pasqua,
o Gesù nostro, e la tua mite frasca
si spande, oliva, nelle stanze quadre.

Povero il cielo e povere le stanze,
Sabato Santo, il tuo chiaror ci abbaglia,
e il nostro cuore fa una lenta maglia
col cielo, che ne abbraccia le speranze.

Semplice vita, alle nostre dimande
tu ci rispondi: Su, coraggio, andate!
Noi t'ubbidiamo; e questa povertà
non ha bisogno più d'altre vivande.

Noi siamo tanti quanti alla campagna
sono gli uccelli sulle mosse piante,
cui sembra ancor che le parole sante
giungan col vento e l'acqua che li bagna.

A noi non visti, nelle grige stanze,
miriadi in mezzo alla città che fuma,
Sabato Santo, la tua luce illumina
solo le mani, unica festa, stanche.

A noi la pace che verrà, operosa
già dentro il cuore e sulla mano sta,
che ti prepara, o Pasqua, e che non ha
che il solo pane per farti festosa.

Poesie di Pasqua: “La Pasqua dei poveri” di Carlo Betocchi

Foto | Pixabay

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