Chi sono gli Hipster, risponde la Crusca

L'antica istituzione linguistica si risvolta i pantaloni e intrecciandosi i baffetti dà una spiegazione a questo nuovo termine entrato prepotentemente nel nostro vocabolario

Hipster. E' diventata ormai una parola utilizzata, quasi abusata. Che la si usi per identificare un tipo di persona, per commentare un abbigliamento, per complimentarsi o anche per offendere, hipster è il termine del nuovo millennio. Ma cosa significa effettivamente, hipster?

A rispondere al nostro quesito arriva addirittura l'Accademia della Crusca: l'antica istituzione linguistica, esperta nella conoscenza e nello studio della lingua italiana, si risvolta i pantaloni e intrecciandosi i baffetti dà una spiegazione a questo nuovo termine entrato prepotentemente nel nostro vocabolario.

Subito il termine viene collocato nel tempo e nello spazio: la parola hipster compare per la prima volta nel 1957, è un termine che appartiene al gergo giovanile la cui definizione è "iovane tendenzialmente disinteressato alla politica e con velleità fortemente anticonformiste, che si riconosce per atteggiamenti stravaganti e abbigliamento eccentrico e variopinto".

Hipster Olympics 2012

Non si tratta, scrive la Crusca, di una parola nuova, ma di un termine che ha avuto un rilancio negli ultimi anni: "nei dizionari italiani di neologismi è già attestata dal 1987 e nel 1988 è stata inserita nella trattazione del termine Beat in un articolo su “Lingua Nostra” (n. 49) come uno dei nomi dati a un membro della beat generation (esponente di spicco del movimento è Jack Kerouac con il suo romanzo Sulla strada del 1957, assunto a manifesto della beat generation che ha contribuito ad associare al termine beat i significati sia di ‘beato’ sia di ‘abbattuto’ e ‘vinto’, già in circolazione nel parlato colloquiale giovanile)".

La parola hipster è formata da "hip", aggiornato, all’ultima moda, moderno, con il suffisso "-ster" che serve in inglese a indicare l’agente, chi fa qualcosa. Quindi il significato nell’insieme diventa "chi si tiene aggiornato, all’ultima moda, chi segue la moda, tipo di ‘giovane anticonformista, caratterizzato da un particolare look fatto di capi d’abbigliamento della moda della seconda metà del Novecento con alcuni tratti di novità (occhialoni da vista, cappellino con visiera alzata)".

È un termine proprio della beat generation diffuso dal saggio "Il negro bianco" di Norman Mailer (1957) che ha spiegato – come già notò Italo Calvino (I Beatniks e il «sistema», 1962) – “chi è e che cosa vuole l’esistenzialista americano, lo hipster, l’uomo che vive nella presenza continua della catastrofe atomica, il bianco che s’identifica con la condizione perpetua di pericolo e di violenza in cui finora sono vissuti i negri, con il jazz come musica dell’orgasmo, il poeta che s’identifica con lo psicopatico, con il delinquente minorile, con il torero, con il santo e il mistico che vive per la morte…”.

Non un neologismo, quindi, anche perchè hipster era già usato in America negli anni ’40 e ’50 per indicare un appassionato di jazz, ostentatamente indifferente alla politica e alla carriera e attratto dalle novità della moda più informale; dalla sua corruzione ha avuto origine hippy (‘personaggio speciale’, ‘tipo giusto’).

Hipster Olympics 2012

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 25 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO