"Nella testa di una jihadista", reportage sull'Isis di Anna Erelle

Il racconto di due anni nell'inferno del terrorismo islamico

Un buon giornalista, per conoscere appieno un fatto per cui sta scrivendo, sente ad un certo punto la necessità di indagare in profondità.
I mezzi per farlo sono molteplici e variano a seconda della situazione. Si può andare alla ricerca di informazioni, studiare le carte, oppure immedesimarsi nell'oggetto su cui si sta indagando. In Italia lo ha fatto più volte Fabrizio Gatti, giornalista de L'Espresso, che con Bilal - diventato poi un libro - è entrato nel mondo dell'immigrazione clandestina fingendosi un immigrato anch'egli sui camion della morte e lungo gli infiniti percorsi che questi uomini attraversano per trovare pace.

La conoscenza, la ricerca della verità, questo spinge un giornalista a compiere queste azioni, rischiando talvota anche la vita. Gli stessi motivi che hanno portato Anna Erelle, giornalista francese, a fingersi Melodie, ventenne convertita alla causa della jihad, per addentrarsi nell'inferno dell'Isis. Due anni di fitta corrispondenza in una chat su internet, per indagare sul fenomeno dei 'foreign fighter'. Una corrispondenza che alla fine ha portato il suo interlocutore, un'estremista islamico, ad innamorarsi di lei. E che la costringe oggi a vivere sotto scorta, perchè minacciata di morte. L'ultima, in un video in arabo che recita così: "Fratelli di tutto il mondo, se la vedete, uccidetela".

Il racconto di due anni nell'inferno del terrorismo islamico, tutto riportato in questo libro "Nella testa di una jihadista", reportage dell'incontro di Anna/ Melodie, il suo nickname, giovane ventenne francese convertita alla Jihad con Abu Bilel, uno dei comandanti dell'Isis a Raqqa.

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Quello che Anna/Melodie cerca nella sua conversazione - dapprima su Facebook e poi su Skype -  è capire perchè tanti giovani oggi decidono di abbandonare tutto per abbracciare la causa della guerra santa per lo Stato Islamico e qual è l'iter per il reclutamento. Ma la situazione le sfugge di mano, perchà l'uomo si innamora della ragazza e inizia a pressarla per incontrarla. così Anne decide di accettare la proposta di matrimonio di Abu Bilel e parte alla volta della Siria passando per Amsterdam e poi dalla Turchia. Ma al confine con la Siria la giornalista viene scoperta e minacciata: salta la copertura e deve tornare subito in Francia.

Da quel momento parte una vera e propria fatwa contro di lei lanciata da uno dei terroristi della jihad più ricercati al mondo, che la costringe oggi a vivere in totale anonimato per difenfersi dal suo amante carnefice che l'ha minacciata così: "So chi sei, tra pochi minuti ti trovo e ti uccido".

Anna Erelle
Nella testa di una Jihadista: Un'inchiesta shock sui meccanismi di reclutamento dello Stato islamico
Tre60 Editore

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