Festa delle donne 2015: due poesie come augurio a tutte le nostre lettrici

Una poesia di Antonia Pozzi e una di Edoardo Sanguineti per la festa delle donne 2015

8 marzo: festa della donna, delle donne. Noi di Booksblog auguriamo a tutte le nostre lettrici una buona festa, al di là delle polemiche e delle prese di posizione che ogni anno questa giornata porta con sé. Come in altre occasioni, affidiamo i nostri auguri alla poesia, che riesce a esprimere meglio i moti dell'anima.

La prima poesia è Voce di donna di Antonia Pozzi (1912-1938):

Io nacqui sposa di te soldato.
So che a marce e a guerre
lunghe stagioni ti divelgon da me.

Curva sul focolare aduno bragi,
sopra il tuo letto ho disteso un vessillo -
ma se ti penso all'addiaccio
piove sul mio corpo autunnale
come su un bosco tagliato.

Quando balena il cielo di settembre
e pare un'arma gigantesca sui monti,
salvie rosse mi sbocciano sul cuore;
Che tu mi chiami,
che tu mi usi
con la fiducia che dai alle cose,
come acqua che versi sulle mani
o lana che ti avvolgi intorno al petto.

Sono la scarna siepe del tuo orto
che sta muta a fiorire
sotto convogli di zingare stelle.

Festa delle donne 2015: due poesie come augurio a tutte le nostre lettrici

La seconda poesia è la celebre Ballata delle donne di Edoardo Sanguineti:

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Foto | Quinn Dombrowski

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 10 voti.  

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO