Via la Legge Levi sul prezzo dei libri? AIE e librai contro il Ddl Concorrenza

Il governo intende liberalizzare sconti e promozioni librarie, ma le associazioni di categoria protestano

La Legge Levi è quel provvedimento del 2011 che fissa un tetto del 15% all'entità degli sconti che i librai possono applicare sul prezzo di copertina di un libro: accolto dal plauso di librai ed editori indipendenti, e dall'accusa di violare le leggi sulla concorrenza, è stato pensato per difendere le piccole realtà dallo strapotere delle grandi catene librarie e dagli store come Amazon, che possono permettersi promozioni impensabili per i negozianti indipendenti.

Se ne torna a parlare perché nella bozza del cosiddetto Ddl Concorrenza, che probabilmente verrà discusso in Consiglio dei ministri già venerdì 20, tra i vari provvedimenti è prevista anche la liberalizzazione degli sconti applicati dai librai, quindi di fatto il superamento della Legge Levi. La notizia ha subito provocato un'alzata di scudi da parte delle associazioni di librai e anche da parte dell'AIE (Associazione Italiana Editori), con il presidente Marco Polillo che si dichiara nettamente contrario al provvedimento e afferma che tutti gli editori italiani, grandi e piccoli, sono d'accordo nel difendere la legge Levi.

Polillo ha detto di aver già interessato della vicenda il ministro Franceschini – con cui ha già condotto la battaglia per l'Iva al 4% sugli ebook – ma in questo caso la competenza spetta al ministero dello Sviluppo Economico e non ai Beni Culturali.

La legge Levi fissa un tetto massimo del 15% allo sconto che i librai possono applicare sul prezzo di copertina, mentre gli editori non possono andare oltre il 25% di sconto e solo nell’ambito di promozioni che non devono superare la durata di un mese. Un provvedimento, difeso ancora dal suo estensore Ricardo Franco Levi del Pd, che nonostante le accuse di limitare la concorrenza sembra aver fatto bene il suo dovere. Dal 2011, infatti, il prezzo medio dei libri è calato a fronte di una crescita dell'inflazione, e peraltro questo è uno dei casi in cui l'Italia è perfettamente allineata al mercato europeo dove, salvo poche eccezioni, esistono leggi per limitare gli sconti (l'ultima varata in Francia e soprannominata anti-Amazon).

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