San Valentino: Il Simposio di Platone

Un intramontabile consiglio di lettura per San Valentino

Ci sono libri che, se ci vengono imposti, non ci forniscono, o meglio non permettiamo loro di fornirci tutto il loro sapere. E' così che Il Simposio di Platone molte volte viene accantonato perchè ci riporta a ricordi di gioventù, seduti sui banchi di scuola ad ascoltare ore di letteratura classica, greca o latina.

Platone in realtà resta sempre tra gli autori più amati dagli studenti, per la sua semplicità nella traduzione. E visto che i grandi classici sono immortali e sempre adatti ad ogni evenienza, tra i consigli di lettura per il San Valentino ormai alle porte suggeriamo proprio Il Simposio, di Platone.

Il Simposio


Conosciuto anche come "Convivio", Il  Simposio è uno dei dialoghi più conosciuti scritti da Platone. Ciò che colpisce è la sua struttura, che si articola in una serie di oratorie, tenute da alcuni personaggi "in voga" in quel tempo nella società ateniese, dove ogni interlocutore dice la sua teoria su Eros, l'Amore.
Tutto si svolge nel 416 avanti Cristo per festeggiare Agatone, il tragediografo. A cena sono presenti le migliori personalità del mondo antico: Fedro, Pausania, Erissimaco, Aristofane il commediografo, Agatone e Socrate il filosofo (in finale anche Alcibiade). Dopo cena scatta un simposio, ovvero una bevuta assieme e una sfida: fare il discorso più bello in onore di Eros.

Tutti dicono la loro, tutti si esprimono sul cosa rappresenti per loro Eros e quali beni, quali vantaggi porta all'essere umano. I punti di vista sono tanti - non si sa quindi bene quale sia la risposta di Platone- perchè è il lettore che deve capire quale sia la sua strada.

E di strade affrontate sono tante: c'è l'idea di Fedro, che sostiene che è  "Amore a spingere amante e amato a gareggiare in coraggio, valore, nobiltà d'animo"; c'è Pausania, che distingue due generi di Amore, quello Volgare - volto ad amare i corpi più che le anime - e L'Amore “Celeste”, invece, trascende quello corporale e si fa guida verso un elevato sentire e, parte modi mostrarsi compiacenti a causa della virtù.

C'è il medico Erissimaco, che afferma che Amore, come ogni cosa in natura, deve essere armonico ed equilibrato in ogni sua azione e rappresentare la giusta "comunione di opposti"; c'è il racconto del mito di Aristofane, di quando gli esseri umani erano androgini,dotati di doppia natura spezzata da Zeus e quindi alla ricerca dell'altra metà per ricreare la loro primitiva unità. Agatone tesse le lodi di Amore, descrivendone la sua bellezza e la sua potenza, e infine c'è Socrate, la cui tesi si distacca da tutti.
Se gli altri infatti aevano rappresentato Eros con i tratti dell'amato, il filosofo nega e afferma invece che Amore  va cercato dalla parte dell’amante: chi ama, ama ciò di cui è privo, ciò che ancora non possiede. E' l'amante, e non l'amato, ad essere dotato di energia, desiderio, amore. E' l'amante che ama.

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Letto in chiave moderna, potrebbe essere una sorta di manuale dell'autostima, che toglierebbe di torno un bel po' di psicanalisti. In efetti Il Simposio è stato fonte di numerose teorie, tra cui quelle dello psicologo francese Jaques Lacan. In realtà Il Simposio di Platone è un'opera di letteratura da leggere, almeno una volta nella vita.

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