La Divina Commedia: un viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso

La Divina Commedia è un poema di Dante Alighieri in terzine di endecasillabi a rime incatenate: è diviso in 3 cantiche, Inferno, Purgatorio e Paradiso

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

La Divina Commedia è un poema in terzine di endecasillabi di cento canti divisi in tre cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso). È stato scritto da Dante Alighieri (1265-1321): quest’anno 2015 celebriamo i 750 anni della sua nascita. La Divina Commedia è uno dei testi fondamentali della nostra letteratura, nonché della lingua italiana. La Commedia di Dante racconta di un viaggio nell'oltretomba, viaggio che porta il poeta prima nell'Inferno, poi nel Purgatorio e infine nel Paradiso.

La prima idea di narrare un viaggio ultraterreno a celebrazione di Beatrice si può riconoscere in alcuni versi della canzone giovanile Donne ch’avete intelletto d’amore (1289 circa):

Diletti miei, or sofferte in pace
Che vostra speme sia quanto me piace
La ov’è alcun che perder lei s’attende,
e che dirà ne lo inferno: O mal nati,
io vidi la speranza de’ beati.

Il proposito appare più maturo nella chiusa della Vita nova dove Dante dichiara, in seguito a una mirabile visione, di non voler dire di Beatrice finché non possa trattare di lei più degnamente. Al poema però egli prese a lavorare soltanto fra il 1306 e il 1307 quando interruppe la composizione del Convivio e gli risultò chiaro che la sua personalità avrebbe potuto esprimersi a pieno, meglio che in un trattato filosofico, in un’opera nella quale anche filosofia e scienza regalassero l’impronta di una soggettiva e drammatica conquista.

La Divina Commedia: Inferno, Purgatorio e Paradiso


Dante Alighieri. La Divina Commedia: un viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso

L’inferno fu dunque composto fra il 1307 e 1310, il Purgatorio fra il 1310 e il 1313, e l’una e l’altra cantica vennero pubblicate dopo la morte di Arrigo VII, quando già il poeta lavorava al Paradiso, che nella sua integrità venen alla luce postumo. Il titolo Commedia fu dato avendo riguardo alla distinzione medievale tra commedia e tragedia, ossia al fatto che la materia del poema, sul principio dolorosa, ha una conclusione lieta, ma anche in considerazione pure dello stile, giacché – secondo la teoria esposta nel De vulgari eloquentia – comico è lo stile che può accogliere in sé anche elementi umili e realistici. L’epiteto di “divina” viene proposto da Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante ed ebbe fortuna da quando apparve la prima volta sul frontespizio dell’edizione veneziana del 1555.

Dai racconti medievali di viaggi nell’oltretomba e dalle descrizioni popolaresche dell’aldilà il poema dantesco si differenzia, oltre che per l’altissima poesia, per la solidità strutturale. Il viaggio che il poeta immagina cominciato la sera dell’8 aprile 1300 e durato una settimana (il tempo della passione resurrezione del Cristo nell’anno del grande Giubileo indetto da Bonifacio VIII), si svolge in un mondo che non ha soltanto contorni ben definiti, ma rispecchia nel suo ordine un’organica concezione dell’universo.

L’Inferno è immaginato come un immenso cono capovolto che ha l’ingresso sotto Gerusalemme e il vertice al centro della terra, dove sta confitto Lucifero: esso ebbe origine quando il grande ribelle precipitò dal cielo e la Terra, ritraendosi per l’orrore, formò i continenti dell’emisfero boreale. La struttura dell’Inferno è molto complessa, tra Limbo, gironi, cerchi, cerchi minori.

Più semplice e la struttura del Purgatorio le cui sette cornici corrispondono ai sette peccati capitali (superbia, invidia, ira, ignavia, avarizia, gola, lussuria). Tenendo conto dell’Antipurgatorio, nel quale le anime prima di essere sottoposte alle varie pene espiano il tardivo pentimento, e del Paradiso terrestre che si apre in vetta al monte, anche nella divisione del Purgatorio si ripete il mistico numero nove, il quale torna pure nel Paradiso.

Nel suo viaggio ultraterreno Dante ha come guida Virgilio sino alla vetta del Purgatorio e di qui all’Empireo Beatrice, quando essa risale occupare il seggio che i suoi meriti le hanno riservato nella Rosa dei beati, affinché il poeta possa portare a compimento la visione beatifica di Dio gli è confortatore e consigliere san Bernardo.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 5 voti.  
0 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO