Lingua italiana, dubbi ed errori: si scrive hanno o anno?

A volte sorgono dei dubbi sulla corretta grafia di “hanno” e “anno”: il primo è un verbo, il secondo un nome. Vediamo un po' quando mettere la lettera muta h e quando no.

Dubbi

Hanno o anno? Ho oppure o? Ha o a? Quando si mette la lettera h e quando no?

Eccoci al classico errore da bic rossa che ha scatenato, lo fa ancora, la sottile perfidia di generazioni di insegnanti che, a dire la verità, le hanno studiate tutte per dirigere la mano e le menti di studenti impacciati, mossi e confusi dall’indecifrabile differenza fra hanno e anno.

D’accordo, il primo è un verbo, per di più frequentissimo, mentre il secondo è un nome, non meno reiterato, inoltre la fonetica italiana non aiuta a discernere quale delle due opzioni impiegare: all’orecchio, infatti, i due termini sono indistinguibili – sono omofoni per dirla tecnicamente – come del resto accade anche per ha/a, hai/ai, ho/o.

Da dove arriva quella h? Definiamola un’eredità di tempi andati: correttamente andrebbe definita etimologica, quando era di uso piuttosto frequente. Successivamente è stata conservata per distinguere le tre persone, singolari e plurale, del verbo avere: ho, hai, hanno dai rispettivi omofoni ed è qui che dobbiamo trovare la spiegazione più efficace per evitare di scrivere scorrettamente: la h appartiene al verbo non al nome, né alle preposizioni, né alla congiunzione. Il verbo indica un’azione, quasi sempre, quindi, attenzione al movimento e al momento in cui questo avviene: la fastidiosa mutina, infatti, la ritroviamo solo al presente e al passato prossimo.

Ricordate la filastrocca “ato, ito, uto l’acca hanno voluto”? Bene, applichiamola e non avremo più problemi e l’incubo della bic rossa sarà esorcizzato. “Ho mangiato, ho bevuto, ho digerito”!

Una piccola curiosità: agli inizi del XX secolo qualcuno aveva proposto di sostituire l’acca con un accento – ò invece di ho, à invece di ha, ài per hai e ànno per hanno. La cosa, tuttavia, ha avuto vita breve, ma talvolta nello scritto di persone scolarizzate fino agli anni ’40, si possono trovare simpatiche attestazioni di questa insolita grafia.

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