Il capitale nel XXI secolo, di Thomas Piketty

Thomas Piketty ne “Il capitale nel XXI secolo” analizza tre secoli di storia economica e giunge a delle conclusioni che possono avere importanti ripercussioni nello studio dell'economia

Il capitale nel XXI secolo è un saggio di economia politica, scritto da Thomas Piketty – directeur d’études all’Ecole des hautes études en sciences sociales (EHESS) e professore di economia politica alla Paris School of Economics –pubblicato in Francia dalle Éditions du Seuil nel 2013. Ma il successo è arrivato dopo la traduzione inglese nel 2014 (l’edizione francese era stata quasi del tutto ignorata dai più), tanto da essere diventato un bestseller. In italiano è disponibile nel catalogo Bompiani, con la traduzione di Sergio Arecco.

Il capitale nel XXI secolo, di Thomas Piketty

A voler essere estremamente sintetici, Piketty nel suo saggio sostiene che la ricchezza non si accumula, si eredita: documentando l’evoluzione del rapporto tra capitale e lavoro e della distribuzione del reddito e della ricchezza tra le persone, infatti, Piketty prova a dimostrare la tesi per la quale fino al momento in cui il rendimento del capitale sarà più alto di quello della crescita dell’economia, le disuguaglianze sono destinate ad aumentare e la ricchezza a concentrarsi fra l’1% più ricco della popolazione.

Thomas Piketty analizza i dati da venti paesi, risalendo fino al XVIII secolo, per scoprire i percorsi che hanno condotto alla realtà socioeconomica di oggi. E il quadro che ne scaturisce non è certo dei più rassicuranti: secondo lo studioso, infatti, il periodo di riduzione delle disuguaglianze che l’Occidente ha visto nel trentennio dopo la Seconda guerra mondiale, costituirebbero una parentesi che non si ripeterà nel futuro (almeno in quello prossimo).

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