Girl online di Zoe “Zoella” Sugg : quando i bestseller li scrivono i ghostwriter

Girl online, primo romanzo di Zoe Zoella Sugg, è stato un fenomeno editoriale che ha fatto impallidire Dan Brown e JK Rowling: ma non è tutta farina del sacco dell'autrice

Girl online è il titolo del primo romanzo di Zoe Sugg, nota come Zoella in rete: la ventiquattrenne autrice infatti è una conosciutissima Youtuber che si è dedicata alla scrittura e con il suo libro ha fatto il botto, come si dice in questi casi. Nella sola prima settimana di vendite, infatti, Girl online (edito dalla Penguin) ha venduto ben 78.109 copie. Una enormità! Basti pensare che Cinquanta sfumature di grigio, di E. L. James, altro bestseller dei nostri tempi, nella prima settimana ha venduto “solo” 14mila copie. Peggio è andato a Dan Brown il cui romanzo Angeli e demoni ha venduto 98 copie nella prima settimana di vendite. E non parliamo di JK Rowling: la prima tiratura di Harry Potter è stata di appena mille copie!

Zoe Zoella Sugg, Girl Online

I diritti di Girl online sono stati venduti in venticinque paesi, ma a qualcuno la cosa è sembrata un po' strana e così si è iniziato a indagata, soprattuto a partire dal fatto che nei ringraziamenti si cita tal Siobhan Curham. Stando a Tania Vian-Smithu, portavoce della casa editrice, “Siobhan era una degli editor” che ha affiancato Zoella e scrivere il suo romanzo. Per la Penguin: “Zoe ha lavorato con una squadra di editor che l’ha aiutata a far vivere i suoi personaggi e le sue esperienze all’interno di una storia commovente e coinvolgente”. E questo perché, come è giusto che sia, “il nostro ruolo di editori è cercare i migliori talenti e aiutarli a raccontare le loro storie”. Aiutarli a raccontare è un fatto, farle scrivere per intero è un altro.

Non c'è prova lampante del lavoro della ghostwriter (che ghost sarebbe, altrimenti?), ma è interessante notare la precisazione fatta dall'autrice, Zoe Zoella Sugg, i personaggi e la storia sono suoi, ma “tutti hanno bisogno di un aiuto quando provano a fare qualcosa di nuovo”. E allora forse sarebbe stato il caso di scrivere sul frontespizio, come autori, Zoe Sugg et al., come si indica nelle bibliografie, per indicare che l'opera è a più mani.

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