L'ispirazione del Fidelio: Léonore ou l'amour conjugal di Jean-Nicolas Bouilly

Léonore ou l'amour conjugal  di Jean-Nicolas Bouilly (1763-1842), la cui prima rappresentazione risale al 1805, racconta un episodio realmente accaduto, con al centro il coraggioso amore di una donna per suo marito nella Siviglia del XVII secolo.

Le due opere più famose del repertorio tedesco sono oggetto di malintesi interpretativi: di Tristano si parla come di un’opera sull’amore mentre in realtà è un’opera sulla morte. L’amore in Wagner è piuttosto nel primo atto di Walkiria. Fidelio invece è spesso letto esclusivamente come dramma politico, mentre è la storia di una donna pronta a tutto per salvare l’uomo che ama.

Questo il giudizio di Daniel Barenboim su Fidelio, unico capolavoro lirico di van Beethoven che toccherà proprio al maestro Barenboim dirigere il prossimo 7 dicembre a La Scala.

Un giudizio riferito in realtà proprio alla storia da cui fu tratto ovvero Léonore ou l'amour conjugal  di Jean-Nicolas Bouilly (1763-1842), la cui prima rappresentazione risale al 1805 e che racconta un episodio realmente accaduto, con al centro il coraggioso amore di una donna per suo marito- nella Siviglia del XVII secolo.

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Che la spingerà a travestirsi da uomo per salvare il consorte, Florestan, imprigionato da un suo nemico, il terribile governatore della prigione don Pizzarro. Una vicenda in cui di sicuro ci sono delle riflessioni autobiografiche, visto che l'autore del testo, Jean-Nicolas Bouilly ricopriva lui stesso il ruolo di giudice durante la rivoluzione Francese.

Lo stesso Bouilly dichiarò di aver tratto la sua ispirazione da una storia vera, che probabilmente cambiò il suo modo di vedere la vita: quella trasfigurata nel Fidelio è quindi una vicenda dalla quale avrà imparato di sicuro una forte lezione morale.

Infatti, nonostante la storia riporta come lui stesso firmò diverse condanne a morte durante il regime del terrore, ci tenne a riferire che in segreto si era preso cura dei suoi concittadini, a Tours, evitando che finissero sotto le mani degli estremisti rivoluzionari.

La ricerca della verità nel buio di una prigione, la scoperta dell’ingiustizia alla luce del sole e il potere dell’amore di vincere tutto: Fidelio è fatto di questo - commenta la regista dell'opera che andrà in scena a La Scala, Deborah Warner - . Non credo che al centro ci sia l’idea della libertà, credo che ci sia assolutamente l’idea dell’amore.

Amore che farà compiere alla protagonista un'azione straordinariamente coraggiosa, soprattutto per i tempi in cui l'opera è ambientata in cui le donne avevano un ruolo domestico e poco si avventuravano – quelle oneste – fuori dalle mura di casa.

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