Lingua italiana, dubbi ed errori: si scrive sé o se? Se stesso o sé stesso?

Se stesso o sé stesso? Ci va o non ci va l'accento? E quando il “se” è da solo che si fa? Chiariamo un po' come stanno le cose

Dubbi grammaticali

Se piove, resto a casa”. “Carlo parla fra sé e sé”. “Se stesso”. “Se l’è mangiato tutto”. Una selva di accenti nella quale non è immediato districarsi. Non allarmiamoci, non è difficile.

In italiano il “se” compare con una certa frequenza e assume vari significati, due in particolare: congiunzione ipotetica (se piove) e pronome, forte e debole (lo dice a sé). La congiunzione non richiede mai l’accento e questo non dovrebbe metterci in difficoltà; per il pronome dobbiamo armarci di una lente d’ingrandimento.

Il pronome debole non è mai accentato. Cosa significa “debole”? Atono – senza accento - e lo troviamo prima del verbo: “Se le sono date di santa ragione”. Per contrasto “forte” significa tonico – con l’accento – e lo troviamo accompagnato dalle preposizioni ed è questo a richiedere l’accento: “Lui/lei parla di sé”, “Loro pensano a sé”. Notate che il pronome e il soggetto coincidono? “Lui parla di lui”, “Lei parla di lei” ecc.

Veniamo ora a un dubbio, legittimo: come dobbiamo comportarci con “se stesso”? Il pronome è forte, tuttavia l’accento a volte lo incontriamo a volte no. Diciamo subito che è superfluo perché è come se “stesso”, usato con funzione di pronome, ne facesse la funzione. Vero è che in alcuni libri e per l’Accademia della Crusca la lezione “sé stesso” viene considerata accettabile e, infatti, lo è. In molti casi come in questo vince la statistica. La forma senza accento è più frequente e di conseguenza ci siamo abituati a vederla tanto da considerarla l’unica corretta, ma, in questo caso, possiamo regalarci un po’ di libertà.

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