Libri per Natale per donne: i consigli di lettura tra novità e classici

Il Natale è alle porte e un buon libro è il regalo ideale che una donna possa ricevere

Ormai è cosa nota: le donne amano leggere e leggono più degli uomini.
Le recenti indagini e dati provenienti dalle varie fiere del libro, nazionali e non, hanno dimostrato come l'universo della letteratura sia composto principalmente da lettrici, sia appartenenti alla sfera delle costanti che a quella delle occasionali,  quelle cioè che dedicano alla lettura - per motivi non professionali -  una marginale parte del loro tempo.

Un mito da sfatare, quello delle donne  poco avvezze alla lettura. Come è da sfatare la storia che le vuole lettrici frivole, di romanzi rosa o strappalacrime: le donne leggono e si appassionano a tutti i tipi di generi, dalla fantascienza alla graphic novel,  anche se resta sicuramente il romanzo il genere preferito, per quel senso di evasione dalla realtà del quotidiano che solo un buon romanzo può garantire.

Reading On The Beach

Letture per sè ma anche letture per altri: non dimentichiamo infatti le tante mamme che ogni sera ritagliano uno spazio di tempo per raccontare una fiaba al proprio bambino per farlo addormentare più sereno. E poi leggono libri di ricette, manuali per il giardino perfetto, guide per i prossimi viaggi da fare da sole o in compagnia.  Leggono saggi, leggono di attualità, biografie di politici e cantanti famosi, leggono per il piacere di leggere. E per la consapevolezza che ogni lettura terminata è linfa vitale per la propria cultura.

La premessa appena fatta è d'obbligo per l'argomento che stiamo per trattare: i libri di Natale da regalare - o regalarsi - alle donne. Sì, perchè se le donne leggono, perchè non facilitarsi la vita andando in libreria (oppure ordinando online) e acquistare il libro che è più affine ai gusti della nostra ricevente?

Reading In Park

Il Natale è alle porte e la corsa contro il tempo ai regali sarà lo sport nazionale di molti che si affanneranno alla ricerca di un presente ideale da collocare sotto l'albero. Per evitare ogni tipo di stress, vi consigliamo di buttarvi sul libro, digitale o cartaceo fa poca differenza, l'importante è che piaccia.

Di libri per Natale per donne gli scaffali delle librerie sono pieni, tra novità e grandi classici, tra nuove proposte e autori intramontabili. Voi quale ci suggerite?

Libri per donne: La domenica lasciami sola, di Simonetta Sciandivasci


26 novembre 2014

Nel 1962 Rita Pavone cantava "La partita di pallone", in cui si lamentava del senso di isolamento e solitudine che provava la donna la domenica quando il suo uomo la preferiva ad una partita di campionato.
Cinquantadue anni dopo arriva Simonetta Sciandivasci, giovane giornalista, con il suo libro che è l'antitesi di quanto cantato dalla Pavone: "La domenica lasciami sola".

Un manualetto, edito da Baldini&Castoldi, o meglio un prontuario di sopravvivenza nell'intricato mondo delle relazioni sentimentali, per scoprire che i costumi si sono evoluti. Sì, perchè al giorno d'oggi vivere e convivere con un tifoso di calcio è possibile e quell' ostacolo insormontabile,  quel gap di genere che è  il fuorigioco, acerrimo nemico della donna, non è più un tabù.

Un libro ironico che si fonda su una verità che molte donne sanno ma che non vogliono accettare: uomini e donne sono diversi. E come tutto ciò che è Altro, diverso, ci spaventa, ma deve essere anche uno stimolo per conoscersi e venirsi incontro, senza scontrarsi. Ma come?

Ladomenica

Con i suggerimenti della Sciandivasci che partono da due presupposti: accettare l'uomo come uomo ed essere autoconsapevoli che come donne ogni tanto esageriamo a tirar su muri e che a volte assistere ad una partita di calcio con il nostro lui, senza volersi atteggiare a moderni Trapattoni, potrebbe essere un'esperienza di tutto rispetto, con i suoi lati piacevoli e positivi. A patto di non confondere mai i ruoli e di non perdere i propri obiettivi: per lei il matrimonio di Grace Kelly, per lui la partita di pallone. Solo così una donna farà del calcio il suo complice nella conquista del cuore di un indomabile tifoso, che riserverà a lei i suoi più inaspettati colpi di testa.

La domenica lasciami sola serve ad abbandonare quei clichè che vogliono la donna nemica del pallone o tifosa sfegatata. La virtù sta nel mezzo, o meglio, a centrocampo.

Simonetta Sciandivasci
La domenica lasciami sola
Baldini&Castoldi, 2014
pp. 240, euro 14

 

Libri per Natale: Xena Tango, di Giampiero Vigorito


03 dicembre 2014

A poco più di un mese dall'uscita dell’album realizzato con la partecipazione di Luis Bacalov, Roberta Alloisio e Walter Ríos, esce il libro "Xena Tango - Le Strade del Tango da Genova a Buenos Aires", curato dal giornalista Giampiero Vigorito.

L'opera, edita da Compagnia Nuove Indye, va a completare il progetto complessivo prodotto da Paolo Dossena su uno dei balli più appassionanti al mondo: il tango.
Circa trecento pagine di racconti, documentazioni dell'epoca, interviste e immagini compongono il libro, integrato con un cd con le musiche. Un libro che ricostruisce le fasi più note e le storie meno conosciute dei genovesi in Sud America, che hanno influenzato notevolmente l'evoluzione del tango attraverso le loro tradizioni musicali provenienti dalla loro terra d'origine.

Un saggio in musica sul fenomeno dell'emigrazione italiana in Argentina, in particolare da Genova, attraverso racconti di tango e sul tango, perchè "in Argentina tutto quello che muove gli uomini è materia del tango”. Interviste e testimonianze con i  protagonisti dell’operazione discografica e di alcuni genovesi illustri, curate in collaborazione con la giornalista Ida Guglielmotti vanno ad arricchire un libro interessante dal punto di vista sociale, storiografico e musicale. Ecco un estratto dal libro:

In “Evaristo Carriego” Jorge Luis Borges scriveva che “il tango è degenerato per colpa degli italiani e in particolare dei genovesi”.  Dichiarazone contraddetta con forza dal maestro Luis Bacalov che invece afferma che “senza i liguri il tango non sarebbe esistito. Dal punto di vista linguistico”  spiega Bacalov “il loro contributo è stato fondamentale: nel lunfardo (lo slang degli abitanti di Buenos Aires, fondamentale nel tango) tanto odiato da Borges, ci sono moltissime parole che provengono dal dialetto genovese. Mentre dal punto di vista musicale, il 60/70 percento dei principali compositori e direttori d’orchestra sono di origini italiane. A Genova c’è qualcosa di malinconico, di triste, che, mi azzardo a dire, è proprio ciò che ha avuto maggior influenza nella nascita del tango.”

Giorgio Calabrese

, che ha dato un contributo sconfinato alla cultura della canzone popolare ed è stato grande testimone della musica del ‘900, parla di tango e della sua Genova, della sua amicizia con Astor Piazzolla:

“I genovesi arrivati in Argentina hanno lasciato tracce profonde nella cultura di quei posti e soprattutto nella musica. Ho l’impressione che, prima ancora che il tango nascesse, i genovesi pensassero già in “tanghese”  e infatti quando sono nate le prime canzoni in dialetto genovese, erano inevitabilmente in forma di tango. Forse perché l’andamento ritmico del tango già faceva parte della loro natura".

Il prezioso cofanetto Xena Tango esce qualche giorno prima della Giornata Internazionale del Tango dell'11 dicembre.

Forse cercavi, un romanzo di ZERO


08 dicembre 2014

Vi ricordate di questo video qui sopra? Faceva parte di una serie di spot dal titolo  #coglioneno, ideati per sensibilizarre tutti quelli che pensano che i lavori creativi siano un regalo da fare alla comunità. Se vi siete divertiti e anche un po' arrabbiati, se vi siete sentiti toccati nel sensibile o vi siete immedesimati, allora vi consigliamo di leggere "Forse cercavi", scritto dagli stessi autori dei video, ZERO.
Edito da Mondadori, Forse cercavi è la storia di Filippo, un ventinovenne laureato e insoddisfatto, come molti, troppi giovani italiani, deluso della vita e molto depresso. La sua condizione lo porta a pensare che il suicidio possa essere l'unica soluzione al suo problema, così, decide di farla finita. Quando sta però per togliersi la vita, gli viene un'idea:

Faccio una grossa X e la cerchio. Ventuno Giugno. Tra dieci giorni mi uccido.

Filippo decide così di posticipare la sua morte di dieci giorni. Dieci giorni che vivrà al massimo delle sue potenzialità, facendo tutto quello che gli passa per la testa, come se non ci fosse un domani. Giorni che trascorreranno nel pieno dei vizi e degli stravizi, concedendosi tutte le libertà, senza preoccuparsi del futuro e soprattutto senza avere nulla da perdere. Insomma, vivendo, esattamente come avrebbe dovuto fare nei ventinove anni precedenti.

Una commedia tragica, scritta da ZERO, pseudonimo dietro il quale si nascondono - ma nemmeno tanto - i tre autori Stefano De Marco, Niccolò Falsetti e Alessandro Grespan. Una lente di ingrandimento su una generazione - anche due generazioni - di delusi, insoddisfatti, vittime di un periodo storico e sociale veramente negativo e senza aspirazioni. Un libro in cui il messaggio da leggere tra le righe è chiaro e semplice: vivere provando a fare quello che ci piace, senza rincorrere modelli che oggigiorno non esistono o non ci appartengono più, ma semplicemente cercando di realizzarci al meglio non è necessariamente un fallimento, anzi. E' un modo per andare avanti, per rilanciarsi, per essere sempre in grado di ripartire con il sorriso e l'entusiasmo anche quando in mano si ha zero, anzi ZERO.

forse

Guardare al futuro senza ansia da prestazione, ma imparare a vivere il presente per quello che è, con i suoi tanti aspetti negativi ma anche con i suoi lati positivi, questo è quello che gli autori di Forse cercavi vogliono trasmetterci. Cambiare punti di vista e angolazioni, finchè non li abbiamo provati tutti. E che molte volte arrivare al fondo, ammettere che è la fine, è il modo migliore per iniziare a vivere.

ZERO
Forse cercavi
Mondadori, 2014
pp235, euro 16

Avrò cura di te, di Gramellini e Gamberale



17 Dicembre 2014

Sul podio dei libri più venduti delle ultime settimane c'è "Avrò cura di te", scritto a due mani da Massimo Gramellini e Chiara Gamberale.

Pubblicato da Longanesi, Avrò cura di te è la storia di Gioconda, detta Giò, una trentacinquenne con una serie di fallimenti sentimentali alle spalle, e il suo angelo custode, Filèmone.
Il fallimento più grande di Giò si chiama Leonardo, l'amore della sua vita che l'ha abbandonata. Perso ogni punto di riferimento, Giò lascia la città e va a vivere a casa dei suoi nonni, simbolo dell'amore per eccellenza, morti a distanza di pochi giorni l'uno dall'altra. In questa casa la donna trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all'angelo custode, per ringraziarlo dell'amore trovato. Anche Giò decide di fare lo stesso e scrive al proprio angelo custode che le si palesa, le dice di chiamarsi Filèmone e le fa una promessa: avrò cura di te.

avro-cura-di-te-di-massimo-gramellini-e-chiara

Noi di Booksblog abbiamo scritto qui la recensione di questo libro che come abbiamo detto ha due autori. Uno, Massimo Gramellini, giornalista e scrittore, noto al pubblico per la sua collaborazione con Fabio Fazio nel programma tv "Che Tempo che Fa", nel quale commenta ogni sabato su sette personaggi importanti della settimana. Lei invece, Chiara Gamberale, figlia del manager Vito Gamberale, è una scrittrice giovane che si è fatta scoprire nel mondo dell'editoria attraverso il penultimo romanzo, "Per dieci minuti", che ha spopolato in Spagna ed America Latina.

Avrò cura di te è un libro dedicato a tutte quelle eterne romantiche che non hanno tanta voglia di appassionarsi alla lettura.

Massimo Gramellini, Chiara Gamberale
Avrò cura di te
Longanesi, 2014
pp 250, euro 13,60

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