"Peccato l'argomento", biografia a più voci di Enzo Jannacci

La vita di Enzo Jannacci dai ricordi dei suoi amici, in un libro corale a cura di Sandro Patè

3 giugno. Non è il day after la Festa della Repubblica, ma  il compleanno di Enzo Jannacci. O meglio, sarebbe stato il suo compleanno, l'80esimo per giunta, visto che Jannacci si è spento a marzo di qualche anno fa, il 2013.

Un cantautore atipico, con le sue canzoni in dialetto milanese eppure comprensibili da tutti, dagli emarginati, gli outsider, i romantici ermetici.
In occasione di questa festa, riproponiamo un post con la recensione di uno dei libri a lui dedicati, un libro al quale il medico, cantautore, cabarettista e molto altro ha collaborato assieme allo scrittore, uno studente che aveva scelto proprio lui come oggetto della sua tesi di laurea. Una lusinga per Jannacci che però non poteva mai non concludere un discorso con una frase ironicamente amara, frase che ha dato il titolo al libro stesso: "Peccato l'argomento".

Peccato l'argomento


14 novembre 2014

Enzo Jannacci appartiene a quella categoria di artisti che o ami visceralmente oppure detesti senza se e senza ma. Perchè Jannacci non è stato un cantautore come gli altri, era un genio e proprio grazie al suo genio e al suo talento è riuscito a sgusciare fuori da tutte le etichette che negli anni hanno provato ad attaccargli, creandosi un pubblico di afecionados che oggi lo rimpiange come quando si perde un parente o un amico caro.

A parlare di lui, ad un anno e mezzo dalla sua morte (avvenuta nel marzo del 2013), rimangono le sue tante canzoni, alcune diventate dei veri e propri tormentoni come "Vengo anch'io, no tu no" e "Ho visto un re", in cui Jannacci sprigionava tutta la sua creatività e la sua estrosità che molti ancora stentano a comprendere e che comunque mai nessuno comprenderà appieno.
C'è però chi ha provato a raccontarlo attraverso aneddoti e storie che hanno segnato la sua vita: è Sandro Patè, autore di "Peccato l'argomento. Biografia a più voci di Enzo Jannacci".

Nel libro si lascia spazio a chi Vincenzo, detto Enzo, lo ha conosciuto di persona e trova piacere a condividere con i lettori un ricordo di quest'uomo, un po' medico un po'cantautore un po'cabarettista ,tra i promotori della "canzonetta", quel genere scanzonato che gli ha dato tanta fama ma che troppe volte ha oscurato il lato più melodico del cantautore milanese (vedi video), attento ai temi sociali del suo tempo.

A dare voce a Enzo Jannacci sono tanti: c'è Franco Cerri, uno dei più grandi chitarristi jazz, ritenuto dallo stesso cantautore il suo “padre Jazz” adottivo: fu proprio lui a scoprire Enzo nel 1957. C'è Ricky Gianco, che svela un lato sconosciuto di Jannacci, quello del medico premuroso, Nanni Svampa e poi c'è Paolo Villaggio, uno dei suoi amici più fidati, a cui è stata affidata la prefazione del libro.

Un anno di lavoro, questo è Peccato l'argomento, una frase che lo stesso Jannacci disse a Patè, classe 1977, quando lo contattò per dirgli che stava facendo una tesi di laurea su di lui. "Stai facendo un ottimo lavoro - disse - peccato l'argomento".

Edito da LOG, Peccato l'argomento verrà presentato domani 15 novembre al Teatro dal Verme a Milano, (ore 19), in una serata organizzata nell’ambito di Bookcity, la kermesse dedicata ai libri. Oltre all’autore, parteciperà anche il comico Enrico Beruschi, che con Jannacci ha lavorato al mitico Derby club di Milano, Ricky Gianco e Giorgio Vittadini, amico intimo del cantautore.

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jann

 

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