Parigi, i bouquinistes e come cambia il mondo

Siamo sinceri, chi non ha mai sognato Parigi? Io, ad esempio, potessi farlo, scapperei in questo momento nella capitale francese, e ci resterei per un tempo indeterminato, lasciandomi consumare come Hemingway narra in "Festa Mobile"ed Enrique Vila-Matas in "Parigi non finisce mai".

E in questi sogni parigini, impossibile non inserire le caratteristiche boites dei bouquinistes del lungosenna. Ma ahi, miei cari, se avete intenzione di farvi una passeggiata lungo la Senna per acquistare qualcuno dei meravigliosi libri contenuti nelle boites (casse di legno verde con dentro i libri), fatelo subito. Perché i bouquinistes, che perfino l'Unesco ha definito "facenti parte del patrimonio mondiale dell'umanità, essendo parte del lungosenna", stanno scomparendo.

I 245 bouquinistes, infatti, affermano sconsolati che la professione di venditore di libri lungo il fiume è ormai cambiata, e che non ci sono più i libri di un tempo. Molte boites si sono trasformate in bancarelle per turisti, con tanto di poster, cartoline e gadgets vari.

Ma se andate ora, siete ancora in tempo per respirare l'aria letteraria di una volta, cercate le boites di Gilles Morineaux e di Alain Bannier: conservano ancora lo spirito di un tempo, e vengono da loro acquirenti da tutto il mondo per trovare vecchissime edizioni irreperibili.

Se poi siete appassionati di gialli, approfittatene per passare dalle sorelle Korb, bouquinistes da generazioni, da una decina di anni scrivono romanzi gialli ambientati nella Parigi di fine '800 con lo pseudonimo di Claude Izner. Se siete curiosi, leggete "La donna del Père-Lachaise", in uscita ad aprile in Italia.

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