Medicina, il Tar ammette oltre 5 mila studenti e gli atenei piombano nel caos

Disagi da una parte all'altra del Paese, con atenei che non riescono a gestire la mole di studenti in arrivo dopo la discussa decisione del Tar del Lazio.

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Il maxi ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale del Lazio dagli aspiranti studenti di medicina che non hanno superato l’esame d’ammissione del 9 aprile scorso sta sortendo i primi effetti e le conseguenze fanno storcere il naso a quelli che sono stati ammessi dopo aver regolarmente passato il test.

Facciamo un passo indietro: i test effettuati in quella data, così come quelli precedenti, presentavano i codici alfanumerici visibili in grado di violare anonimato e segretezza concorsuale. Da qui il ricorso, accettato dal Tar del Lazio nel luglio scorso e l’ammissione, in questi giorni, degli studenti che erano rimasti fuori.

Le conseguenze di questa decisione sono importanti e stanno provocando non pochi problemi agli atenei coinvolti, da quelli di Bari, Napoli e Salerno, passando per Roma Tor Vergata. In questi giorni, con l’avvio dei corsi, circa 5 mila studenti in più del previsto stanno cominciando a frequentare le lezioni, partite in ritardo proprio a causa della decisione del Tar.

Il problema è semplice: più del doppio, in alcuni casi anche del triplo, degli studenti che ogni anno frequentano quei corsi in quelle strutture si è presentato e gli spazi non bastano.

Va da sé che chi ha vinto il test del 2014 non ci sta. Un gruppo di studenti, ne scrive oggi il Corriere Della Sera, ha inviato una lettera ai vertici dell’ateneo di Bari e al Miur, dopo che il numero degli studenti è passato da 237 a 600:

Ci siamo preparati con sacrifici, abbiamo pagato le tasse per partecipare alle prove, poi altre tasse di iscrizione. Non è accettabile dobbiamo subire le colpe di altri.

La situazione è simile anche in altri atenei. A Padova, per fare un altro esempio, sono arrivati 170 studenti in più, a Verona sono in 50 gli studenti che hanno fatto ricorso e sono stati ammessi. Alfredo Guglielmi, direttore della scuola di Medicina di Verona, non può che rassegnarsi alla decisione del Tar e adeguarsi:

Per noi è stata quasi una sorpresa, dobbiamo accettare quanto decidono a Roma di volta in volta. Faremo di tutto per accogliere al meglio questi studenti, nella speranza che ci mettano nelle condizioni di svolgere le attività didattiche con un numero maggiore rispetto ai 180 iscritti previsti. Resta la situazione di incertezza che complica di molto il nostro lavoro, con regole che cambiano di anno in anno.

I disagi, specie in questi primi giorni, sono tanti e all’apparenza insormontabili, più che altro che il tempo per organizzare al meglio l’accoglienza non c’è stato. E la situazione, però, è destinata a peggiorare: altri circa 1.500 studenti arriveranno nei prossimi giorni dopo che il Consiglio di Stato si sta pronunciando a favore dei tanti studenti che non erano riusciti a rivolgersi al Tar e hanno quindi scelto la strada del ricorso straordinario al Capo dello Stato.

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