Giovanni Ciacci, l'autore di "Divina!" a Blogo: "La cultura dell'immagine deve ripartire da Oriana Fallaci"

Giovanni Ciacci, esperto di look su Rai2, elargisce consigli per valorizzare la propria femminilità. Partendo dalla lezione delle 'Divine!'

ciacci divina

Di professione fa il consulente d'immagine, vestendo da sempre le dive dello spettacolo e collaborando attualmente con un noto programma pomeridiano. Ma, al suo debutto come scrittore, Giovanni Ciacci ha pubblicato il primo romanzo di formazione di un artista del trucco e parrucco: ("Divina!", Vallardi).

Intercettato dai microfoni di Blogo, ha ricostruito la sua biografia insistendo sull'importanza di un bagaglio culturale, anche per chi si occupa semplicemente di "look".

Sul tuo libro scrivi di "aver imparato tantissimo ascoltando i discorsi di artisti e registi e rubando con gli occhi, ma anche leggendo e studiando. Se avevo in programma di assistere al Giulietta e Romeo diretto da Giuseppe Patroni Griffini correvo in libreria a comprare libri su Shakespeare…".

E' proprio così. Ma a darmi tanta cultura e tanta voglia di sognare è stato, soprattutto, l'incontro con grandi personaggi. Quando ti trovi con Sofia Loren e parli della sua carriera ricevi tantissimi spunti… Massimo Ranieri è uno che, quando facevamo l'opera lirica, mi faceva studiare le partiture, perché è uno pignolo che viene dalla scuola di Strehler. Secondo lui, per capire l'abbigliamento più consono a un personaggio, devi soprattutto sapere quello che fa. E poi custodisco due bellissime foto con dedica di Mariangela Melato: 'A Giovanni, il vero inventore di questa nuova Filomena Marturano'. Mi sono messo studiare con lei Il giardino dei ciliegi: lei lo studiava da attrice, io da costumista.

Ormai in televisione i tuoi aneddoti sullo spettacolo sono diventati proverbiali. Da dove nasce tanta passione? Dagli studi classici?

In realtà ho fatto le magistrali, volevo fare il maestro d'asilo. Non sono mai stato portato per il disegno, che ho imparato in corsa quando Gattinoni mi ha detto: 'Non puoi fare questo lavoro senza saper disegnare'. Poi ho iniziato a frequentare ambienti stimolanti e questo fa la differenza. Quando ti trovi a casa di Zeffirelli i racconti sono un bagaglio che ti porti dietro. Penso alla Callas che usava solo gioielli veri, alla determinazione e perfezione di una donna che pesava 100 chili e voleva diventava come Audrey Hepburn. Per paura di sbagliare non si metteva la bigiotteria, voleva essere la Regina nella vita indossando solo gioielli veri.

Poi, sfogliando il tuo libro, si riscopre un'icona apparentemente insospettabile sul profilo estetico: Oriana Fallaci.

Lei è stata la prima giornalista a capire l'importanza dell'immagine. Diceva: 'Se non ero bellina, carina, truccata, pettinata, col cazz0 che mi facevano entrare a Hollywood!' Io ho avuto la fortuna di incontrarla, si era arrabbiata a volte con me e sono citato due volte in un suo libro. Poi penso alla modernità di questa donna, che ha cambiato lo stile del giornalismo e l'evoluzione della figura femminile. Lei indossava la sariana perché era una giornalista in trincea, una guerrigliera. Grazie a lei la sariana è diventata una giacca di moda.

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