La cucina degli amori impossibili di Roberto Perrone vince il Bancarella della cucina

Roberto Perrone si è aggiudicato la nona edizione del Premio Bancarella della cucina: ma quanta noia durante la cerimonia di premiazione!

Il Premio Bancarella ha visto ieri l’ultima premiazione delle sue sotto-sezioni: Roberto Perrone con il romanzo La cucina degli amori impossibili (Mondadori) ha vinto, infatti, il Premio Bancarella della cucina.

Come è noto, il Premio Bancarella è organizzato in varie sezioni: la principale – Premio Bancarella, appunto – è stata vinta quest’anno da Michela Marzano per il suo libro L’amore è tutto (in libreria per UTET). Ci sono poi dei premi che dal principale sono nati: il Bancarellino, riservato a un libro di narrativa per ragazzi, vinto quest’anno da I 10 mesi che mi hanno cambiato la vita scritto da Jordan Sonnenblick per Giunti; il Bancarella dello sport “con lo scopo di diffondere e valorizzare gli ideali sportivi e culturali e per infondere nei giovani sane e volitive passioni sportive improntate a nobiltà e purezza di intenti” che ha visto vincere Corro perché mia mamma mi picchia di Giovanni Storti e Franz Rossi, sempre per Mondadori (uhn...); e il Bancarella della cucina che premia titoli che hanno a che fare con la cucina, non necessariamente ricettari, come dimostra il vincitore di quest’anno.

Roberto Perrone, La cucina degli amori impossibili

La peculiarità del Premio Bancarella è l’essere assegnato dai librai “interpreti sensibili ed attenti del vasto pubblico dei lettori, abbia conseguito un chiaro successo di merito e di vendita”, come recita il regolamento del premio stesso.

Il Bancarella è un premio letterario storico del nostro paese e risale al 1952. Devo confessare che nella premiazione di ieri sera (che ho seguito in streaming) i sessantadue anni si sono sentiti tutti (anche se c’è da dire che il Bancarella della Cucina è solo alla nona edizione). Bella l’idea di far preparare dei menù abbinati ai libri dagli studenti delle scuole alberghiere di varie zone d’Italia, però le parole sono state veramente troppe e alla fine si è data l’idea di trovarsi dinanzi all’ennesimo evento noioso che tratta i libri. Io per fortuna avevo la possibilità di fare altro mentre gettavo un occhio allo streaming: chissà se quanti erano presenti al Teatro della Rosa di Pontremoli (Ms) avranno potuto un po’ sottrarsi agli sbadigli che, purtroppo, sono stati inevitabili.

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