L’insostenibile invadenza degli ultrazaini.

Come sopravvivere al marketing estivo e planetario, senza che i tuoi figli invochino la carta dei diritti umani?

zaino

Se ci fai attenzione le prime avvisaglie arrivano già a luglio. E lì è un colpo basso. Mentre stai ancora pregustando il piacere delle ferie in arrivo, loro già ti ricordano che tutto questo finirà, finirà molto presto, così presto che i tuoi figli devono già pensare, attrezzarsi mentalmente.
Una bella mattina, mentre sono sprofondati sul divano, in assetto di riposo assoluto, ovvero in mutande e con la faccia che testimonia in dettaglio cosa hanno mangiato per colazione (perché tanto se non c'è scuola che fretta c'è di lavarsi?), improvvisamente si accendono. E parte l'orda dei commenti: wow, bellissimoooo, grandeeee, figo, anche con il regalo dentro! Maaaammmaaaaa!
Tu a quel punto lo sai che è successo anche quest'anno, sai che non puoi difenderti a lungo, non puoi scappare per sempre. Eppure metti in campo ogni strategia possibile. La prima volta, è ancora luglio, quando loro cominciano a parlarne, esci di casa come il lampo accampando motivazioni validissime (perché, bambini, dovete capire che mamma lavora ancora, le sue ferie non sono ancora cominciate). La seconda volta, cerchi di distrarli con proposte fantascientifiche: e se durante le vacanze affittassimo una mongolfiera per fare il giro del mondo? E se provassimo con il paracadutismo? E se fosse possibile una casetta su Marte? La terza cerchi di chiudere la questione dicendo che c'è tempo: per pensare, per valutare, per decidere con calma e quindi acquistare, magari 24 ore prima di "quel giorno". Ma i tuoi figli, glielo hai insegnato tu, conoscono la perseveranza .
E allora, quando ancora non hai fatto in tempo a mettere via i libri e i quaderni dell'anno scolastico chiuso da poco, i tuoi figli hanno già un pensiero fisso, un cruccio che li tormenterà finché non porrai fine, in un modo o nell'altro, alle loro sofferenze: "Quest'anno che zaino compro?". Sì, perché la questione è che loro non vogliono uno zaino, loro vogliono tutti gli zaini, perché ognuno potrebbe avere i suoi vantaggi ma sanno che gli verrà chiesto di scegliere. E la scelta implica la responsabilità di rinunciare a tutti gli altri possibili zaini e questo non li fa dormire. Alle due del mattino mia figlia è capace di arrivare in camera mia, svegliarmi, e dichiarare soavemente: "Mamma, ci ho pensato, questo è l'anno delle Winx. Anche perché c'è il film nuovo. Ti ricordi che abbiamo visto il trailer e il balletto?" A quel punto si sveglia l'altro che, subdolamente, come a voler condividere le sue personali angosce, le insinua una serie di dubbi: "Ma sei sicura? Ma non hai detto che tutte le tue amiche preferiscono Hello Kitty? Non è meglio che anche tu abbia lo zaino di Hello Kitty? E perché non Peppa Pig?". A quel punto la guerra è cominciata. Lei: "Peppa Piiiiggggg? Ma mi hai presa per una dell'asilo? Tu proprio non capisci niente! Allora perché non ti tieni lo zaino dei Gormiti?" E lui: "I Gormiiiiti? Ma se devo andare in quinta! Lo sai che quest'anno per me è un anno importante, mica come te che sei ancora piccola?" E lei: "Ah, sì? E lo sai tu che io quest'anno c'ho anche i test Invalidi?" E lui: "Lo vedi che sei deficiente? Test Invalsi non Invalidi!!!! E li ho anche io e sono più difficili dei tuoi. Sono molto difficili. Lo ha detto la maestra!" E lei: "Mammmaaaaa, mi ha chiamata deficiente! Adesso lo picchio con lo zaino vecchio, così impara!".
A quel punto vorresti uno stargate a disposizione per filartela per un paio d'ore o per gettarci dentro i responsabili marketing che hanno deciso di far partire con largo, larghissimo anticipo, la campagna back to school! Ok, siete bravi, lo ammettiamo. Raggiungete lo scopo, anche questo lo ammettiamo. Ma perché costringerci a pensare per mesi a quello che ci aspetta in un nuovo anno scolastico?
Mentre i nostri figli discutono di ultrazaini e quaderni abbinati, immagini inquietanti appaiono nella nostra mente: sveglie all'alba, urla per cercare di tirarli fuori dal letto (quando l'unica cosa che vorremmo sarebbe ficcarci noi nel loro letto e approfittare del loro tepore), colazioni troppo veloci, tate e babysitter bravissime ma che non sono noi, quote mense da pagare in tempo, matite temperate male, pianti per un compito difficile, la telefonata della preside per le botte in corridoio, le "altre" mamme (perché sono sempre le altre quelle strane, diciamocelo) che sei sicura ti controllino soprattutto quando sei in ritardo, il primo bravissimo/a dell'anno, la notte insonne prima dell'Invalsi, la notte insonne prima dell'esame trinity, la notte insonne prima di qualsiasi prova si inventeranno quest'anno, tuo marito che ti chiede di fare più attenzione ai compiti dei bambini perché è evidente che hanno delle lacune, tua suocera che ti chiede di fare più attenzione ai compiti dei bambini perché è evidente che hanno delle lacune, organizzare i tempi per conciliare scuola e piscina, scuola e palestra, scuola e sopravvivenza quotidiana. Questo, e molto altro, è quello che ti viene in mente ad ogni spot e ad ogni zainoproposta dei tuoi figli. Volevi riposare, volevi distrarti e loro, i geni del marketing, con uno spottino piccolo piccolo, ti gettano in pasto a mille pensieri atroci.
Pensieri che ci accompagnano costanti fino a settembre quando non si può più rimandare. "Quel giorno" si avvicina e tu attacchi con la commedia. Eh certo! Non puoi mica dire ai tuoi figli che tu la loro scuola la temi più di loro? Che anche tu trovi insopportabile il loro compagno di terza fila? Che la maestra di matematica ti fa proprio paura? Che non si sa ancora dove andranno esattamente a scuola, visto che a ottobre comincia la ristrutturazione dell'edificio? Che cambia il dirigente e quello nuovo nessuno sa come la pensa? Non puoi mica confessare che preferiresti tenerteli a casa per sempre piuttosto che mandarli in un posto pieno di estranei?
Allora reciti meglio che puoi e cerchi di fare in modo che pensino solo cose belle. E uno zaino nuovo può aiutare, può essere un simbolo: una cosa bella e nuova per iniziare un anno bello e nuovo. A quel punto ti lasci contagiare dall'entusiasmo che ti sei inventata e metti insieme il più bel corredo scolastico possibile, sperando che questo li aiuti a varcare la soglia con più leggerezza, con più allegria. Alla fine decidi anche tu quale possa essere lo zaino migliore, il più comodo, il più invidiabile. Così, quando "quel giorno", mentre li accompagni, avranno negli occhi un paio di lucciconi, potranno sempre dire: "Non piango per te, piango perché come al solito mi hai fatto scegliere uno zaino bruttissimo! Sei una mamma stupida!".
Allora ti senti più tranquilla. Ce l'hai fatta. Da una mamma stupida ci si separa meglio. E continui a trascinarti verso l'ufficio, con la faccia coperta quasi del tutto dai nuovi enormi occhiali da sole che hai comprato in spiaggia proprio per il loro primo giorno di scuola.

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