5 libri di Julio Cortázar a cent'anni dalla nascita

Julio Cortázar, uno degli scrittori più innovativi del secolo scorso, nasceva cento anni fa a Bruxelles

Cento anni fa nasceva a Bruxelles, Julio Cortázar, considerato uno dei più innovatori scrittori del suo tempo nonché uno degli scrittori più importanti dell’Argentina. Sì, perché pur essendo nato a Bruxelles e morto a Parigi, Cortázar era argentino, naturalizzato francese. È stato scrittore, poeta, critico letterario, saggista, drammaturgo e anche musicista. le sue opere sono lette ancora oggi: basti pensare a Rayuela. Il gioco del mondo che è un iper-romanzo, per dirla con Italo Calvino.

Per celebrare i cento anni della nascita dello scrittore – e i trenta dalla sua morte – , vi proponiamo cinque sue opere da leggere (o rileggere) per conoscerlo meglio.

Julio Cortázar


  1. Bestiario (1951): La scrittura di Cortázar affonda le radici nella precisione realistica. I vari quartieri di Buenos Aires, gli ambienti borghesi, le atmosfere familiari, i locali dove si balla il tango: il misterioso, l’irrazionale, il tragico germogliano dalla più corporea descrizione del quotidiano. È proprio lì che salti nel tempo, scambi di destini, apparizioni e stregonerie prendono forma e senso: la vita segreta di una società si carica di segni e tensioni inquietanti. Particolare suggestione ha il “bestiario” metafisico di Cortázar: animali invisibili, come la tigre del racconto che dà il titolo al libro, o immaginari, o creati dal nulla come i coniglietti della “Lettera a una signorina di Parigi”.

  2. Storie di cronopios e di famas (1962): È tra i più significativi libri dell’intera produzione di Cortazar, quello in cui una lettura morale della realtà contemporanea assume le forme di apologo tanto preciso quanto elegante. Il libro trovò uno dei suoi sostenitori più attenti in Italo Calvino, il quale ebbe a presentarlo con queste parole: “I cronopios e i famas, due genie d’esseri che incarnano con movenze di balletto due opposte e complementari possibilità dell’essere, sono la creazione più felice e assoluta di Cortázar”.

  3. Rayuela. Il gioco del mondo (1963): Uno dei capolavori del Novecento che ha cambiato la storia del romanzo e la vita delle persone che lo hanno letto. In una Parigi popolata da affittacamere xenofobe, intellettuali male in arnese, pianiste patetiche, scrittori distratti, facili vittime di incidenti stradali, l’eterno studente argentino Horacio Oliveira si muove attraverso la città e l’esistenza come attraverso le caselle del “gioco del mondo”. Un percorso dalla terra al cielo, da Parigi a una Buenos Aires grottesca alla ricerca del Centro, della vera vita e soprattutto di Lucia, “la Maga”, inconsapevole depositaria di ogni mistero e pienezza, l’unica che non dimentica che, in fondo, “per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa”.

  4. Tutti i fuochi il fuoco (1966): Raccolta di alcuni racconti esemplari dell’arte di Julio Cortázar, l’autore che apre nuove vie nel genere in cui è un riconosciuto maestro e sgrana le sue amatissime ossessioni: il tema del doppio, la discontinuità fra spazio e tempo, l’irrazionale come alternativa al quotidiano.

  5. Ottaedro (1974): Otto racconti come otto facce di un nitido poliedro. Nella geometria perfetta dell’opera di Cortázar l’ottaedro è una figura imprescindibile. Nelle intercapedini del reale nascono ogni volta nuove avventure improbabili: un volto riflesso sul finestrino mette in movimento il sentimento amoroso secondo una logica combinatoria legata ai percorsi sotterranei della metropolitana; i morti tornano a morire una seconda volta nella vischiosità fredda dei sogni; gli incubi sono lunghi come racconti trascinati a singhiozzo; personaggi che per fingere di esistere e protrarre dolorose menzogne tentano di mettere su una storia illusoria.
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