La consolazione del drago

Se sono tante le cose che l'assenza del caldo ci impedisce di fare, ci sono pur sempre altre emozioni in agguato e scoperte in attesa di essere scartate.


Estate invernale

Ancora estate. Si fa per dire. In giro vagano frotte di meteoropatici in crisi d'astinenza da solleone. A chi li incontra raccontano di belle città con l'asfalto che esala miraggi e fontane piene di turisti al bagno. Con sguardo invasato ripetono: "Qualcuno sostiene che il caldo di agosto sia una leggenda, ma chi lo ha conosciuto sa che è esistito…esistito…esistito" (l'eco lo creano da soli perché fa molto "effetto fine del mondo").
Diciamoci la verità: siamo tutti un po' meteoropatici. Abbiamo atteso un anno per poterci dedicare alle nostre attività preferite ma con questa estate non possiamo che sentirci defraudati, colpiti e affondati. Senza caldo asfissiante sono proibite tutta una serie di piacevolezze che rendono la vita più sopportabile e, soprattutto, fanno venir fuori il meglio di noi, il nostro vero io dormiente, il supernoi che si vendica di un intero anno di soprusi e angherie o, più semplicemente, prende la routine e la fa a pezzi piccoli piccoli piccoli.
Le cose che non possiamo fare senza afa sono tante. Non ci si può lamentare del caldo con il tipo del piano di sotto (che fortuitamente sembra uscito da Vogue uomo e per mestiere installa condizionatori). Non si può infilare la testa nel freezer 10 volte al giorno e tirarla fuori con un gelatino casualmente attaccato alle lingua. Non si può fingere di dover dormire sul balcone per spiare la coppia appena trasferitasi nel palazzo di fronte (perché Hitchcock a qualcosa sarà pur servito!). Non si può organizzare una serata di gavettoni con i bambini solo per colpire, incidentalmente, la macchina nuova e la pelata del vicino (che poi dove li ha presi i soldi per la macchina nuova rimane un mistero). Non si può andare al supermercato all'ora di punta solo per il piacere di trovarlo semivuoto, fare la corsa con il carrello e non dover fare la fila. Non si può correre sull'autostrada con i finestrini aperti per ricordarsi di quando a 18 anni lo facevi con i tuoi amici, stipati in otto in una panda, che urlavano "sììììì, la motociclettaaaaa". Non si può dire ai bambini che fa troppo caldo per uscire di pomeriggio e il pisolino è obbligatorio. Non si possono creare ghiaccioli al frutto della passione e mango, convinte di essere praticamente la Parodi (o era la zia di Violetta quella dei ghiaccioli fatti in casa?). E se piove, diciamocelo, neanche guardare Lo Squalo in TV è la stessa cosa! Perché ti manca l'eco dei vicini. Anche loro lo guardano tutti gli anni e tutti gli anni, con le finestre spalancate, senti lei che ripete con la vocetta isterica: "Pasquale non voglio guardare, non voglio guardare, dimmelo quando arriva, non voglio guardare". A questo punto Pasquale, non si sa perché, chiude sempre la finestra, anche quando non piove.
Allora in un'estate del genere il cinema diventa un'opportunità concreta, una terapia consolatoria per genitori orfani della calura, privati dell'unico mese all'anno che è come un carnevale. Solo così, nel buio della sala e con vostro figlio accanto, si possono scoprire nuovi scenari. Comodamente adagiati in poltrone di nuova generazione (che se le avessi a casa ti addormenteresti sistematicamente già ai titoli di testa) ci si può ritrovare emozionati guardando "un film di draghi".
Sì, lo so, non ne potete più di draghi e dinosauri, di nomi impronunciabili, di dorsi spinosi sui quali di notte finite sistematicamente con i piedi nudi, di girare per dieci edicole per trovare quel rarissimo asperidiocosus cosatus, di pile di libri con tutti i dettagli sulla dieta e il sistema digestivo dei draghi, di versi bestiali che partono in piena notte dal vostro telefonino perché il drago tamagochi ha fame. E sì, mi rendo conto che il film di cui parlo, DRAGON TRAINER 2, è indiscutibilmente pieno di draghi che vi potrebbero far star male fisicamente ma, credetemi, c'è anche molto di più.
C'è la magnifica sensazione di volare in groppa ad un drago, con buona pace di quelli che non apprezzano le nuove frontiere dell'animazione. C'è un ragazzo che sta diventando uomo e deve fare i conti con tutto quello che l'essere adulto comporta. C'è uno scontro tra generazioni e visioni del mondo. Ci sono due genitori con tutti i loro limiti, i loro errori, i loro rimpianti per quello che non hanno fatto e le speranze per ciò che potranno ancora fare. E c'è tutto quello che scoprirete solo andando al cinema con vostro figlio che pazientemente vi spiegherà l'antefatto, vi riassumerà le caratteristiche dei personaggi principali, vi aiuterà a districarvi tra i nomi dei draghi e i loro poteri, vi spiegherà tutti i passaggi più complicati e vi anticiperà informazioni che voi non avete ma lui sì, perché prima del film ha già giocato con il videogames. Solo con lui sarà una vera esperienza e un serio percorso di apprendimento draghesco. Solo con lui potrete gioire e soffrire. Solo con lui potrete dimenticare per un po' la vostra estate latitante e gustare la fiammante consolazione del drago.

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