"Woodstock", un libro raccoglie gli scatti inediti di Baron Wolman

Inviato di Rolling Stones, Wolman immortalò una tappa significativa della controcultura americana e mondiale

Il 15 agosto 1969 lui si trovava lì. E grazie a lui oggi possiamo ammirare immagini suggestive del festival musicale per eccellenza: Woodstock.

Baron Wolman all'epoca era stato inviato nella zona rurale di Bethel dalla rivista Rolling Stone, per immortalare quello che da lì a poco si rivelò essere non una semplice kermesse di musica rock, nè tantomeno un ritrovo di hippies. No, Woodstock ha rappresentato una tappa importante della storia della controcultura americana, che vide oltre 400 mila persone riunirsi in quattro giorni di Peace, Love and Rock'n roll. E LSD, anche.

Ora, in occasione del 45esimo anniversario del Festival, il noto fotografo ha deciso di raccogliere gli scatti inediti e le immagini preziose di quei giorni in questo libro, dal titolo appunto "Woodstock". Una panoramica sulle persone più che sugl artisti, che attirarono la sua attenzione: "Tutto negli anni Sessanta era diverso - racconta nel libro - i comportamenti erano nuovi e inaspettati. I cambiamenti mentali delle persone venivano ampiamente manifestati. Ecco perché sono così fotogeniche".

Il volume, pubblicato da Reel Art Press, contiene splendide immagini in bianco e nero e non solo: all'interno c'è un'intervista al fotografo e un'altra a Micheal Lang, promotore del festival di Woodstock. A impreziosire il tutto, infine, una prefazione di un musicista che quel giorno calcò il palcoscenico della storia della musica: Carlos Santana.

Baron-&-Friends

Ho finito per passare la maggior parte del mio tempo fuori tra la folla – continua Wolman – perché quello che stava succedendo "là fuori" era semplicemente troppo interessante per non esplorarlo.

Così, dopo alcuni scatti fugaci - ma non per questo non eccezionali - a Janis Joplin, Rolling Stones, Who, Jimi Hendrix, Pink Floyd e Bob Dylan, il giovane reporter si mischiò tra la folla. Si ritiene un  voyeur, ed è questo il suo dono:

Sono più felice quando sono invisibile. Sono un camaleonte, mi adatto a qualsiasi situazione, è così che si ottengono immagini oneste.

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