Apriamo una nuova partentesi sui delitti letterari, riferendo dell’assassinio dello scrittore armeno Hrant Dink.
L’autore è stato ucciso davanti al suo ufficio ad Instanbul con quattro colpi di pistola, dopo esser stato accusato di aver “offeso l’identità turca” nel 2005, in seguito ad un suo scritto in cui si narrava del genocidio degli armeni del 1915.
L’uomo, scrittore e giornalista di 35 anni, dirigeva anche il giornale bilingue (turco ed armeno) Agos, ed aveva già ricevuto lettere di minaccia alla sua redazione, da parte dei nazionalisti.
La storia è triste: la storia di Dink non è nuova per la Turchia, in cui vige una legge che prevede (art. 301 del codice penale) il reato di «insulto all’identità turca».
La Comunità Europea si è detta più che indignata per l’accaduto e forse, sarebbe ora che intervenisse direttamente per metter fine a certe leggi che limitano la libertà di pensiero ed espressione, in nome della serenità nazionale e della diffusione della letteratura.
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