Hotel letterari, dove hanno dormito gli scrittori

Gli alberghi in cui hanno pernottato, per una notte o più, gli scrittori, dando vita alle opere più famose della letteratura

Più che una semplice stanza. Luoghi in cui rinchiudersi per giorni, alla ricerca dell'idea geniale. Oppure dove rifugiarsi e immergersi in una dimensione insolita, anonima e allo stesso tempo piena di significati, di vite vissute. Queste sono le stanze d'albergo in cui hanno pernottato molti scrittori famosi. Hotel che in molti casi sono diventati famosi - e quindi con prezzi stellari - in seguito al pernottamento di autori del calibro di Hemingway o Scott Fitzgerald, che in quelle hall e nelle stanze hanno dato vita alle opere più famose della letteratura.

Hemingway

Alberghi come il Plaza, a New York: il lussuoso hotel sulla 5th Avenue ha ospitato, nei primi anni  20 del ‘900, proprio Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda. Nella sala da ballo di questo hotel i due amavano ballare, si sono ubriacati, qui è nato l'amore tra l'autore de Il grande Gatsby e la sua sposa.
Fitzgerald ha più volte pernottato anche in una delle suite dell’Algonquin Hotel, sempre a New York, ritrovo di molti altri intellettuali americani.

Nel GoldenEye Hotel & Resort, invece, Ian Fleming, autore delle storie di James Bond, si rifugiava per rilassarsi sulle spiagge assolate della Giamaica, abbandonando l'uggioso tempo inglese. In questo luogo - che prima di diventare hotel fu la sua abitazione privata - Fleming scrisse  "Casino Royale”: si  narra che era solito chiudere completamente le persiane della propria abitazione quando scriveva le sue opere perché costantemente distratto dalle vedute mozzafiato dell’isola caraibica.

Nel prestigioso Shelbourne di Dublino, invece, sono passati i migliori nomi della letteratura irlandese, da Oscar Wilde a George Moore, fino ad Elizabeth Bowen, che rimase talmente affascinata dal posto da scrivere nel 1951 un libro dedicato proprio all’hotel.

"Un americano tranquillo", romanzo di Graham Greene, è stato invece "partorito" nell'imponente Sofitel Legend Metropole di Hanoi, in Vietnam, dove si trova proprio una stanza intitolata allo scrittore.

Oscar Wilde
E poi c'è il Chelsea Hotel, storico ritrovo di scrittori, attori, musicisti ed artisti. Nell'hotel tra la Seven e l'Eight Avenue Dylan Thomas morì di polmonite nel 1953, Charles Bukowski ci visse per molto tempo e poeti come Allen Ginsberg e Gregory Corso lo scelsero come ritrovo per i loro incontri filosofici. Anche Arthur Miller è passato di qui, scrivendo addirittura una piece dedicata all'hotel "The Chelsea Affect" , mentre Arthur C. Clarke scrisse il soggetto di quello che sarebbe diventato poi uno dei capolavori del cinema di Stanley Kubrick: "2001 Odissea nello spazio".

Beat Poets

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