Figlia mia, che smalto metto?

Le nostre figlie a 6 anni sembrano uscire da una rivista di moda e non dimenticano mai la loro borsetta. Noi facciamo ancora fatica a capire come conciliare ufficio e tacco 8. Ma da chi avranno preso?

mamma e figlia

Classe 1970, il primo libro che ho letto, a 6 anni, è stato Robinson Crusoe.
A quello sono seguiti molti classici per ragazzi. Insomma per almeno tutte le elementari mi sono mossa in un universo popolato da marinai, pirati, bugiardi compulsivi e orfane con il buon gusto di essere battagliere e non piangersi addosso. In questo viaggio fantastico ragazzi e ragazze "viaggiavano" spesso insieme e, nonostante qualche pizzo e qualche boccolo, condividevano gli stessi giochi, si arrampicavano sugli stessi alberi o sbaragliavano nemici con la stessa leggerezza e sicurezza.

Sul fronte televisivo fino al 1978 c'erano, oltre ai cartoni animati popolati da animaletti vari, Rin Tin Tin, Lassie, Pippi Calzelunghe, Emil. Insomma ragazzini pronti a correre, saltare, cadere in crepacci, vivere avventure rocambolesche e decisamente anarchiche (l'episodio di Pippi a scuola o dello spunk sono tra le cose più deliziosamente pericolose che si possano mostrare ad un bambino).
Dal carnevale del 1978 tutto è cambiato, per non cambiare affatto! Con l'arrivo delle serie animate giapponesi il nostro scenario si è sì ampliato, ma le bambine continuavano a vivere l'infanzia con grandissimo attivismo e poche differenze rispetto ai maschi. Chi è che non ha imitato Heidi (o almeno ci ha provato) e le sue corse su e giù dalla casa del nonno? E la stessa Candy Candy che del femminile conosceva le infinite pene d'amore, non rimane - anche da adulta - un maschiaccio con un guardaroba, diciamocelo, estremamente limitato? E se state pensando a Fujiko/Margot di Lupin III, beh non conta: Fushiko era il nostro futuro potenziale, non il nostro presente! Il problema, semmai, si è posto quando a fine pubertà abbiamo scoperto che, pur con tutta la buona volontà, bisognava ammettere che le tette di quella donna non erano reali.

Tanto premesso non stupisce che, tra le donne della mia generazione, ce ne siano tantissime che - potendo scegliere con il cuore - tra un tacco dodici e un infradito rasoterra, puntano al secondo. In vacanza dimenticano la trousse a casa e in inverno "toglietemi tutto ma non i miei maglioni a collo alto e il piumino sformato effetto palombaro".

Ebbene anche queste donne, che della loro infanzia selvaggia ricordano il dolore del ginocchio sbucciato e l'odore del grasso della bici, si ritrovano a fare i conti con delle figlie che sembrano rapite dalle culle delle piccole Kardashian. Pur giovanissime le pargole hanno una naturale propensione all'osservazione della madre, elargiscono sentenze con la stessa facilità con cui noi mangiavamo girelle e tentano di gestire guardaroba, trucco e parrucco delle genitrici come se fossero le eredi naturali di Enzo Miccio e Carla Gozzi. E allora ci si chiede: ma da chi avranno preso?

Poi per qualche giorno guardi la TV con loro e ti rendi conto che l'arbiter elegantiae che vi ritrovate in casa, negli ultimi 2/3 anni si è sparata ore e ore di canali satellitari pensati per un pubblico di bambine. E i suddetti canali propongono H24 bambine, ragazze, fatine che vanno a scuola con un trucco che voi neanche il giorno del matrimonio, hanno i capelli con lo Shatush (costo minimo 60 euro, piega esclusa), miracolosamente a scuola hanno quasi tutte A/10, ballano e cantano meglio di Shakira, si circondano di maschi mentalmente ipodotati salvandogli l'esistenza, hanno un guardaroba e un parco scarpe che a confronto Imelda Marcos era una dilettante e, soprattutto, non si arrampicano sugli alberi per non rovinare le unghie fresche di colata. (A questo punto se non sapete cosa sia una colata, chiedete a vostra figlia o alle amiche single, noterete che parlano la stessa lingua).
Fuori i nomi? Provate a chiedere alle vostre figlie se hanno mai visto una Winx due volte con lo stesso abitino. Provate ad informarvi su chi siano e che vita facciano Chyna (A.N.T. Farm), Emma (Jessie), Zuri (Jessie), Ally (Austin & Ally), Liv (Liv & Maddy), Rocky e CeCe (Shake it up/A tutto ritmo). E se fatine italiane e signorine americane non bastassero, ecco la più amata dalle italiane direttamente dall'Argentina: Violetta, la diva delle dive, che riempie gli stadi e i cuori delle nostre figlie femmine.
Allora improvvisamente è tutto chiaro.
Finalmente capite da chi "ha preso" vostra figlia. Comprendete perché le viene naturale portarsi la mano alla bocca e dirvi
"Ma mamma, ma come? I sandali e senza smalto?"
"Ma mamma papà ti invita e cena e tu ti vesti così? Non potevi mettere il vestito bello?"
Tutto vi sembra più gestibile e cominciate a progettare come ridurre le ore di televisione, come impegnare la ragazza in altre attività, come distrarla. E per un po' pensate di esserci riuscite…finché non fate un errore banale: vi infilate una maglietta comodissima dell'anno scorso. Lei vi guarda e sbotta:
"Ma mamma questo colore quest'anno non è più di moda". Voi ci cascate, ingenuamente chiedete "E tu come lo sai?"
La risposta è candida e leggermente scandalizzata: "Ma scusa, non mi ascolti mai!
Te l'ho dettooooo, mi piacciono molto i tutorial che ti spiegano tutte queste cose della moda
".

Chiederle come è arrivata a beccare il tutorial è la domanda che non fai. A quel punto ricordi perfettamente come e quando le hai insegnato tuuuu a fare ricerche in rete per evitare che ti chiamasse ogni tre minuti mentre sbrigavi del lavoro che ti eri portata a casa per non ritrovarti la babysitter miliardaria. Non potevi immaginare che avrebbe usato l'informazione proprio contro di te. A quel punto non ti resta che arrenderti e sfruttare la situazione. Al primo dubbio amletico, le potrai sempre chiedere: "Figlia mia, bella di mamma, con questo vestito che smalto metto?".

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