I cani e i lupi, di Irène Némirovsky

I cani e i lupi viene pubblicato nel 1940 con il titolo francese Les chiens et les loups a Parigi ed è l'ultimo libro scritto da Irène Némirovsky

I cani e i lupi di Irène Némirovsky è un libro dalla storia molto complessa, un intreccio perfetto dai forti significati simbolici, che ruota intorno alla definizione della identità degli ebrei. Ambientato all'inizio del secolo scorso a Kiev e Parigi, lo fa mettendo in scena un amore “impossibile”: quello di Ada Sinner, una povera ragazzina dei quartieri “bassi” diremmo noi, per suo cugino Harry, che ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza nell'agio. I due si incontreranno da piccoli quando Ada andrà, insieme al cugino Ben, a rifugiarsi a casa di Harry durante un progrom.

Ma la famiglia di Harry (i cani) non accoglierà quella di Ada (i lupi) che rappresenta la miseria in cui si ha sempre paura di ricadere, nonostante le ricchezze accumulate. Ada, che da adolescente sarà una pittrice sempre persa in un mondo “altro”, non dimenticherà però Harry, nonostante lui si rifiuterà di ballare con lei durante un ricevimento, e scoprirà, trasferitasi a Parigi, di abitare non lontano da casa sua.

I cani e i lupi, di Irène NémirovskyMa mentre Harry sposerà la bella Laurence, Ada si rassegnerà a sposare lo scontroso Ben, uomo di fatica che l'ha sempre amata, di un amore particolare. Quella affezione mista a tenerezza e protezione che lo fa sentire tranquillo nel suo letto, la notte, sapendo che la cugina è là accanto, al sicuro. La giovane però riuscirà in qualche modo a riavvicinarsi ad Harry, che a sua volta scoprirà, in modo traumatico e imprevedibile, di aver bisogno di lei e di amarla come di un pezzo della propria identità perduto incolpevolmente, durante gli anni.

Ada esprimerà il desiderio di avere Harry per sempre con sé: il destino le darà ascolto, non risparmiandole però la beffa. Perché l'esaudirsi di un desiderio può trasformarsi a volte in una sfortuna, per la propria vita. Ma una grande sfortuna, conclude Némirovsky, può anche essere semplicemente il modo in cui la vita ci dà la possibilità di cambiare, e di essere più felici. E così sarà per Ada, nella cui descrizione sembra di scorgere un autoritratto della stessa Némirovsky. L'autrice infatti, come il suo personaggio, è irresistibilmente attratta da soggetti ebrei, dallo studio – non pittorico ma letterario, ovviamente – dei particolari dei loro volti, dalle storie nascoste dietro un'espressione, un gesto, un modo di fare.

Irène Némirovsky
I cani e i lupi
traduzione di Marina Di Leo
ISBN 9788845922541
Adelphi, 2008
pp 234, euro 18,50

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