Leggere in estate. Il saggio Cercatori di meraviglia, di Amedeo Balbi

Un saggio gustoso come un romanzo come lettura estiva. Vi proponiamo Cercatori di meraviglia (Ed. Rizzoli), in cui in sei appassionanti capitoli, l'astrofisico Amedeo Balbi ci spiega le scoperte scientifiche partendo dalle storie, i caratteri, e le casualità incontrate nell'esistenza di alcuni famosissimi scienziati.

Non so come potrò apparire al mondo, ma a me sembra di essere stato soltanto un bambino che, giocando sulla ria, si sia divertito a trovare ogni tanto una pietra più liscia o una conchiglia più bella del solito: intanto, il grande oceano della verità si spalancava ancora completamente inesplorato di fronte a me.

È questa di Isac Newton una delle frasi scelte dall'autore Amedeo Balbi per introdurre il suo testo
Cercatori di meraviglia, zeppo di retroscena e curiosità sulle vite degli scienziati autori delle più importanti scoperte del mondo.

Gustatevi il racconto di come Galileo che nel suo Dialogo sui massimi sistemi afferma che “lo Spirito Santo deve limitarsi a suggerire come andare in cielo e non come andasse il cielo”. E lasciatevi stupire a leggere che fu un apprendista libraio, Michael Faraday, che inventò il motore elettrico e la dinamo e che invece Rutherford, che scoprì la struttura dell'atomo, racconta l'autore, era un “ex ragazzo di campagna”.

Cercatori di meraviglia, di Amedeo Balbi

E che dire di Marie Curie, inconsapevole dei terribili effetti delle radiazioni sulla salute umana, dormiva ogni notte con una boccetta di sali di radio accanto al letto per ammirarne la luminescenza azzurrina.

Invece, leggo il pensiero più felice che riteneva di aver avuto Einstein nella sua vita era la constatazione che “una persona che precipita non avverte il proprio peso”. Da lì ebbe origine, grazie a un durissimo lavoro successivo, la teoria che la gravità “non era un'azione a distanza tra i corpi ma manifestazione delle proprietà geometriche dello spazio”.

Sono solo alcune delle chicche del racconto puntuale delle scoperte, che partono in realtà da un filo rosso essenziale: sei grandi domande che potrebbe porre anche un bambino: La terra si muove o sta ferma? O cos'è il calore, ad esempio.

Quel che colpisce è la passione totalizzante nella ricerca della risposta alle domande che avevano in testa.

Newton ad esempio diede questa risposta a chi gli chiedeva come avesse fatto ad arrivare alla legge di gravitazione universale: “Pensandoci continuamente”. Lo stesso Newton che per capire la natura della luce non aveva remore a inserire uno spillone (!) nel suo stesso occhio o a fissare il sole dopo essere stato completamente al buio.

Per Henry Cavendish, “L'uomo che riuscì a misurare il mondo”, il mondo era “nient'altro che una moltitudine di oggetti da pesare, numerare e misurare”, mentre ad esempio i coniugi Curie invece passarono anni in un capannone a lavorare come forsennati su tonnellate di materiale, incuranti della sospetta perdita di peso di Marie o dei dolori alle ossa di Pierre.

“Non ci chiediamo per quale utile scopo gli uccelli cantino: lo trovano piacevole, perchè sono stati creati per cantare – scriveva Keplero nel mistero Cosmographicum nel 1596 -. Similmente, non dovremmo chiederci perchè la mente umana si preoccupi di comprendere i segreti dell'universo; la diversità dei fenomeni naturali è così grande, e i tesori nascosti nel cielo così ricchi, proprio perchè non venga mai a mancarle fresco nutrimento”.

Amedeo Balbi
Cercatori di meraviglia
Rizzoli
18 euro

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