La questione israelo-palestinese a fumetti

"Palestina" e "Cronache di Gerusalemme" sono due validi esempi di giornalismo a fumetti.

Spiegare la situazione del conflitto israelo-palestinese non è facile. Al di là della cronaca, dei fatti drammatici del momento, c'è una questione lunga che parte dalla fine dell'Ottocento e si sussegue in una serie di conflitti sanguinosi e tentativi di pacificazione. Nel mezzo, i feriti e i morti, le privazioni, gli abusi e le violenze.

Di libri sulla questione palestinese ce ne sono a volontà: volumi storici, saggi, biografie, report di guerra, ognuno con il tentativo di contribuire a spiegare al lettore occidentale - attraverso versioni obiettive e altre che sostengono uno schieramento piuttosto che un altro - la situazione.

Anche i fumetti hanno voluto dare il loro contributo per strisce e immagini. Con alcune graphic novel arriva un nuovo modo di raccontare la guerra, magari avvicinando anche quel lettore più giovane che altrimenti non si sarebbe mai interessato alle vicende.

Il report giornalistico per eccellenza in questo contesto è sicuramente "Palestina", di Joe Sacco. Giornalista e fumettista maltese, Joe Sacco è stato nei Territori occupati e in Israele tra la fine del 1991 e l'inizio del 1992. La sua esperienza nei campi palestinesi, sotto i raid israeliani, il coprifuoco e le limitazioni imposte al popolo palestinese lo portarono nel 1996 a realizzare questo reportage a fumetti, ristampato nel 2001.

palestina

Un resoconto che per Sacco non può e essere equilibrato, come lui stesso definì in più di qualche intervista:

"Il mio piano era quello di raccontare la storia dei palestinesi. Non quello di andare lì e scrivere un resoconto equilibrato riguardo al Medio Oriente: ma quello di narrare onestamente ciò che vedevo"

Sacco si avvicina alla questione palestinese come un occidentale, con i pregiudizi e i limiti di un americano - vive da anni negli Usa - e documenta con carta e penna semplicemente la verità. L'altra faccia della verità, come lui più spesso afferma,

"quella che difficilmente raggiunge i lettori americani pronti a condividere l' orrore delle bombe che esplodono nelle pizzerie di Gerusalemme, perché è qualcosa che capiscono, mentre il loro immaginario è refrattario alla violenza e alle morti nei campi profughi".

Di minor impatto visivo ma comunque esplicativo è "Cronache di Gerusalemme" di Guy Delisle. Graphic journalist canadese, Delisle nel 2008 si trova a Gerusalemme con la moglie, impegnata in un progetto umanitario di MSF durante l'operazione militare "Piombo Fuso", che provocò oltre mille vittime palestinesi in meno di un mese. Anche qui il fumettista si arma di taccuino e penna e racconta gli episodi di quotidianità per chi vive in quei territori, molti dei quali vissuti direttamente sulla propria pelle, come i ceckpoint infiniti, le perquisizioni e il desiderio di molti, ebrei e palestinesi, di una normalità che stenta ad arrivare.

gerusalemme

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