Cinque libri di Nadine Gordimer, Nobel per la letteratura 1991

Nadine Gordimer lascia dietro di sé un'eredità di libri splendidi: ve ne proponiamo cinque per approfondire la sua conoscenza

La morte di Nadine Gordimer, sopraggiunta ieri nella sua casa di Johannesburg, era purtroppo nell'aria per via del tumore al pancreas che la stessa scrittrice aveva comunicato di avere. Nel 1991 vinse il Nobel per la letteratura perché:

con la sua scrittura epica magnifica - nelle parole di Alfred Nobel - è stata di notevole beneficio all'umanità.

Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è stato Racconti di una vita, che ha visto la luce pochi mesi fa per la Feltrinelli che, con Mondadori, Rizzoli e La tartaruga ha portato in Italia i testi di questa scrittrice che è stata una delle voci più poderose che si è alzata contro l'apartheid. Partiamo proprio da quest'ultimo libro per rendere omaggio alla celebre scrittrice.

Nadine Gordimer (1923-2014)


  1. Racconti di una vita (Feltrinelli, 2014): Diciassette storie scritte tra il 1952 e il 2007, dove Nadine Gordimer dimostra ancora una volta l’uso sontuoso che fa della lingua e la sua magistrale capacità di guardare alla politica, alla sessualità e alla razza senza accondiscendenza e con immensa compassione. Che scriva di amanti, genitori e bambini o coppie sposate, Gordimer disegna la geografia delle relazioni umane con un acume psicologico affilatissimo e una sorprendente mancanza di sentimentalismo. Il suo essere radicata – a un momento politico, un luogo e una fede – non ha mai nuociuto al suo talento di artista: al contrario la sua scrittura si mette al servizio dell’umanità e diventa un memento potentissimo dell’agonia vissuta in Sudafrica e un estremo tentativo d’intervento umano fra due fazioni di una società che sembra disperatamente divisa.

  2. Ora o mai più (Feltrinelli, 2012): Sudafrica del dopo apartheid. Jabu e Steve hanno vissuto in prima linea la Lotta al vecchio regime, pagando con il carcere e la clandestinità un impegno politico che è un imperativo morale. Lei nera, zulu, cresciuta in un villaggio tribale, lui bianco di famiglia benestante, Jabu e Steve abbracciano la differenza e si sposano quando ancora i matrimoni misti sono illegali. Ma come riconciliare l’esperienza di una normalità prima impensabile con la realtà di una giovanissima democrazia afflitta da povertà, violenza, tensioni sociali e già inquinata da corruzione, scandali e giochi di potere? Accettare la disillusione degli ideali e scegliere l’emigrazione è davvero l’unica soluzione percorribile? E in questa nuova realtà, come riconciliare le scelte private con l’impegno politico?

  3. Beethoven era per un sedicesimo nero (Feltrinelli, 2008): Il racconto che dà il titolo alla raccolta, vede un professore di biologia di Johannesburg ripercorrere la propria storia familiare. Al centro un tema paradossale e significativo: se un tempo tutti desideravano avere almeno una goccia di sangue bianco nelle vene, oggi vale l’esatto contrario, e avere almeno un sedicesimo di sangue di colore è raccomandato quasi si trattasse di un indizio di ‟nobiltà sociale”. Con mano sicura Gordimer indaga fra le pieghe dei sentimenti e del rapporto di coppia: attraverso i sensi (udito, olfatto) i diversi protagonisti scoprono di essere stati traditi dal partner.

  4. Scrivere ed essere. Lezioni di poetica (Feltrinelli, 1996): Il libro raccoglie una serie di lezioni tenute ad Harvard nelle quali ritroviamo la difficoltà di fare letteratura e di vivere in paesi difficili come Nigeria, Israele, Egitto, luoghi di nascita di tanti grandi: Amos Oz, Nagib Mahfuz. Non è vero che c'è un tempo per vivere e un tempo per scrivere. Ci sono nazioni, periodi storici, situazioni politiche in cui la letteratura ferisce chi la fa e chi la legge, come un marchio d'infamia o di denuncia. Che ne è delle più raffinate teorie sulla letteratura quando queste vengono messe in pratica in contesti sociali ad altissima temperatura conflittuale? Nadine Gordimer ci fa attraversare quelle zone pericolose in cui l'inchiostro si mescola alla rivolta, la rappresentazione contesta la realtà, la letteratura grida la sua utopia necessaria in faccia ai crimini del potere.

  5. Nessuno al mio fianco (Feltrinelli, 1994): La realtà politica e sociale del Sudafrica, dopo la vittoria di Mandela. Attraverso le vicende di due coppie molto diverse tra loro. Da un lato, ci sono gli Stark: Vera e Bennet. Lui rinuncia alle proprie attività artistiche per la famiglia, lei invece intraprende la professione di avvocato che, mettendola di fronte a problematiche nuove, le cambierà radicalmente la vita. Dall'altro lato, scorre l'esistenza parallela dei Maqoma: Sibongile e Didymus, militanti neri tornati in patria dopo anni di esilio e a seguito dei grandi rivolgimenti politici. Lui, ex terrorista, viene messo da parte dal movimento rivoluzionario, mentre lei che non si è mai sporcata le mani con la politica vi acquisisce un ruolo sempre più attivo. Nessuno comunque passa indenne attraverso gli sconvolgimenti di questo secolo e tutti si trovano a dover fare i conti con la storia.

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