Poètes maudits, i poeti maledetti francesi

Parigi fu la linfa vitale per questi poeti che trovavano nella poesia l'essenza profonda della realtà, rifugiandosi nelle droghe, nell'alcol e nella più totale sregolatezza dei sensi.

Tutto è cominciato con Paul Verlaine e la sua opera/raccolta "Poètes maudits", nel 1884. Così nascono i Poeti maledetti, o Maudits, appartenenti a quella corrente che in Italia venne riconosciuta come "Maledettismo" (più simile alla nostra Scapigliatura) nella quale si identificarono poeti del calibro di Tristan Corbière, Stéphane Mallarmé, Arthuar Rimbaud, Auguste Villiers de L'Isle-Adam, Marceline Desbordes de Valmore e Pauvre Lelian, pseudonimo dello stesso Paul Verlaine.

Figura tragica spinta agli estremi, sprofondata non di rado nella demenza, l’immagine del poète maudit costituisce, in qualche modo, il vertice insuperabile del pensiero romantico e domina una concezione della poesia caratteristica della seconda metà del XIX secolo.

This picture taken 20 October 2004 at "M


Parigi fu la culla di questo movimento letterario e artistico, e a Baudelaire va però l'onore di essere il principale ispiratore della poetica maledetta, ovvero quella che intendiamo ancora oggi. Il poeta maudite è infatti non colui che "veniva trascurato dagli onori pubblici", come l'intendeva Verlaine, bensì il reietto della società, lontano dalla cultura borghese, artista  geniale e pazzoide, dedito alle droghe, all'alcol e ad ogni genere di vizio.

Vizi e distrazioni che la città offriva a quel tempo in ogni angolo della strada, ma era soprattutto nel quartiere di Montmartre v che gli artisti squattrinati amavano ritrovarsi a bere assenzio e fumare oppio, mentre i ricchi annoiati andavano alla ricerca del piacere facile con le prostitute e nel Moulin Rouge.

Poeti che ritrovavano nella poesia il veicolo principale per cogliere l'essenza profonda della realtà, ben lontana da quella dell'uomo comune, una realtà che si raggiunge  - come scrisse anche Rimbaud in Lettera al Veggente - attraverso una totale sregolatezza dei sensi.

Voglio essere poeta, e io lavoro per rendermi veggente: voi non potreste capirci abbastanza, e io non saprei come spiegarvi. Si tratta di arrivare all'ignoto mediante una sregolatezza di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti, essere nato poeta, e io mi sono riconosciuto poeta.

Moulin Rouge 1900

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