Messaggerie Italiane contro Amazon. Stefano Mauri: “Ci priva dei margini di sopravvivenza”

La denuncia di Stefano Mauri, di Messaggerie Italiane: "Amazon ci priva dei margini di sopravvivenza". Rumors interni al settore parlano però di una probabile fusione tra Messaggerie e PDE, seconda azienda di distribuzione in Italia.

Amazon stila la top ten degli eBook e dei passaggi più sottolineati di sempre

La notizia, pubblicata sul sito de La Repubblica, arriva dopo che Messaggerie Italiane, holding nel settore dell'editoria e nella distribuzione di prodotti editoriali, non è stata invitata al Digital Venice 2014, summit sull’agenda digitale previsto per oggi.

A lamentarsi del mancato invito, il numero uno di Messaggerie, Stefano Mauri, che dalle pagine del quotidiano lancia una critica nei confronti del mercato dell' ebook e contro Amazon, leader mondiale dell'e-commerce.

“Le editorie librarie in cui è dominante sono quelle di lingua inglese. Ma nell'Europa continentale così come in Cina, Amazon è importante ma non altrettanto dominante”

dichiara il vicepresidente delle Messaggerie, dichiarando inoltre che la pratica di Amazon:

“di boicottare e rallentare le vendite dei fornitori in fase di negoziazione sarà tipica di chi ha una posizione dominante nel commercio ma facendo così contraddice il suo mantra”.

Quale sarebbe il suo mantra? Il consumatore prima di tutto, accontentato e assecondato in efficienza, tempestività e risparmio. Ma, secondo Mauri, l'Europa continentale ha in mano un gran potere, quello di detenere il 70% delle grandi case editrici, una posizione che

“non va svenduta”.

E se Parigi e Berlino hanno capito il trucco, la prima

“portando l'Iva sull'ebook al pari del libro”

e la seconda

“esaminando se vi siano abusi nella posizione dominante di Amazon”,

per Mauri tocca all'Italia. Focalizzandosi su due aspetti: portando l'Iva del cartaceo al pari dell'e-book, cioè al 4% e poi difendendo il mercato dalle start-up editoriali, molte delle quali gestite da

sprovveduti che non hanno fatto nemmeno un po' di analisi del mercato editoriale

e che secondo lui

“danneggiano gli industriali seri che fanno impresa e difendono l’occupazione”.

Come correre ai ripari? La ricetta di Mauri è finanziare

“chi ha il know-how, le competenze e i contenuti e vuole investire nel digitale, anziché start-up improvvisate”.

Anche perché, il 2014 potrebbe essere il primo anno nel quale la flessione del mercato dei libri di carta è compensata dalla crescita dei ricavi nel digitale. Se il trend sarà confermato, per GeMS (subholding di Messaggerie nell'editoria libraria) e per molte altre l'anno si chiuderà con l'aumento dei ricavi.

L'attacco di Mauri in difesa delle librerie tradizionali contro il colosso dell'e-commerce acquista però un altro sapore se si aggiunge quest'altra notizia. Sebbene siano ancora semplici rumors, diventano sempre più numerose le voci che parlerebbero di una fusione proprio tra Messaggerie Libri e PDE, seconda azienda di distribuzione editoriale in Italia. Attualmente nelle mani di Feltrinelli, PDE starebbe per passare proprio in quelle di Messaggerie, in cui rientrano marchi come GeMs e Ibs. Con questa possibile concentrazione tra i due maggiori distributori italiani - assieme a Mondadori e Rcs - sarebbero brutti guai per il mercato della piccola e media distribuzione, preoccupata di rimanere soffocata dalle maglie di questi colossi che andrebbero a controllare buona parte del settore.  Si dividono il mercato della distribuzione, è vista con preoccupazione soprattutto dai piccoli editori, preoccupati di rimanere schiacciati dai grandi gruppi che controllano tutta la filiera. Al momento la fusione viene negata da entrambi i lati, anche se in Rete circolano voci di una probabile collaborazione distributiva.

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