Ebbene sì, dopo i primi rumors che annunciavano la sparizione dagli scaffali delle librerie e biblioteche americane dei grandi classici, che vendono molto di meno dei bestsellers (da quelli di Grisham alle opere di Dan Brown, passando per Harry Potter), la notizia di un vero e proprio processo di estinzione è stata ufficializzata.
I capolavori che hanno fatto la storia della letteratura stanno sparendo del tutto negli USA. In pochissimi li richiedono ancora e qualcuno ormai ne ha dimenticato del tutto l’esistenza.
Un esempio inquietante di come questo processo si sta evolvendo arriva dalle biblioteche di una ridente cittadina vicino a Washington, Fairfax, dove si sta verificando quello che in Fahrenheit 451, Ray Bradbury aveva anticipato (posso citare Fahrenheit 451 o è già estinto?).
Seppur senza fuoco, la sparizione e l’oblio sono sempre più veloci: dagli scaffali delle biblioteche pubbliche spariscono i classici se gli utenti non li richiedono per un prestito nell’arco di due anni. Chi lo decide? Ironia della sorte nell’era di GoogleBooks: un software che gestisce i prestiti e gli archivi.
A subire questa sorte sono già stati Williams, Hemingway, Faulkner, Aritstotele, Lee, Dickinson, e la lista è aperta .
In Italia, la notizia è stata presa con sdegno (per fortuna), e le biblioteche nazionali si sono affrettate a comunicare che per loro il libro è “un’opera d’arte: se una mostra è meno visitata di un’altra, non per questo le sue opere vanno mandate al macero”.
La legge italiana, tra l’altra, considera i libri dei beni immobili che non possono essere dimessi, ma a prescindere dalle precisazioni legali, i responsabili delle biblioteche sono chiari: “eliminare dei titoli dagli scaffali solo perché non richiesti sarebbe una follia”.
In fondo i corsi e ricorsi storici ci insegnano che alcuni titoli vivono dei periodi ciclici e la biblioteca deve conservare sempre il suo ruolo di “archivio della memoria”.
I classici italiani sono salvi. Per ora.
LordMax
04 gen 2007 - 17:16 - #1Ed è per questo che sono sempre più importanti i progetti di digitalizzazione delle opera quali ghutenberg e liberliber.
Altrettanto importante è riuscire a ridurre la durata dei diritti d’autore ad almeno 20 anni cosi che la cultura possa circolare più liberamente.
Fantasma
05 gen 2007 - 15:51 - #2quoto LordMax
Elena
09 gen 2007 - 12:08 - #3che tristezza… chissà se arriveranno al paradosso di eliminare anche Bradbury o Orwell…
michele
11 gen 2007 - 10:34 - #4Ciao, mi dai una url dove posso leggere nel dettaglio qualcosa su questa notizia?
Giuseppe
13 gen 2007 - 15:18 - #5Un po’ OT mi sapreste indicare una classifica dei classici assolutamente da leggere? Anche siti personali. Grazie
PS potreste provare a fare la vostra classifica.