Addio a Maria Luisa Spaziani, oggi i funerali

Si terranno oggi pomeriggio alle 16, nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo a Roma, i funerali di Maria Luisa Spaziani, scomparsa lo scorso 30 giugno

Poetessa, traduttrice e aforista, Maria Luisa Spaziani è stata una figura importante della poesia del Novecento: nata Torino il 7 dicembre 1922, già a 19 anni ha tra le mani la direzione di una piccola rivista, ''Il dado'' su cui esordiranno firme illustri.
Il suo debutto editoriale arriva  nel 1954 con la raccolta ''Le acque del sabato'', apripista di una seria prolifica di opere e volumi, da "Luna lombarda'' (1959) a ''L'occhio del ciclone'' (1970), ''Transito con catene'' (1977), ''Geometria del disordine'' ( 1981 - Premio Viareggio), ''I fasti dell'ortica'' (1996), ''La luna è già alta'' (2006), per citare i titoli principali, cui vanno aggiunti il poema teatrale ''Giovanna d'Arco'' del 1990, testi drammaturgici, molti saggi di letteratura francese, dedicati tra l'altro a Proust (suo oggetto di tesi di laurea), Ronsard e Racine, tante traduzioni dal francese, di classici, ma soprattutto di letteratura contemporanea, da Toulet alla Yourcenar, da Gide a Tournier.

Scrittrice, traduttrice e docente: per anni ha insegnato Letteratura francese all'Università di Messina, dove era approdata dopo i suoi spostamenti tra Torino, Parigi, Milano e infine Roma. Storica la sua amicizia con Eugenio Montale, dal quale nacque anche un profondo sodalizio letterario. Il suo amore invece fu per lo studioso Elémire Zolla, che sposò nel 1958, divorziando però due anni dopo.

Presenza attiva della vita culturale romana e italiana, dal 1982 era presiedente, dopo averlo fondato nel 1978 per onorarne la memoria, del Centro Internazionale Eugenio Montale (ora Universitas Montaliana) e del Premio Montale di poesia. Nel 2012 è uscito il Meridano Mondadori che raccogli tutte le sue opere a cura di Paolo Lagazzi. La sua poetica è stata definita "una poesia con la coscienza di dire cose brucianti e private e di poterle dire solo attraverso un materiale di riporto, attraverso cioè il recupero di un linguaggio che, mentre dà compiuta espressione al sentimento, lo proietta come riverbero su un cielo lontano: quello di una classicità godibile di per se stessa, prima che per il messaggio''.

spaziani

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 14 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO