"Il resto di niente" di Enzo Striano

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Eleonora Pimentel Fonseca, una donna, una città e un destino racchiusi ne “Il Resto di niente”, magistrale romanzo storico del defunto Enzo Striano. Nobilissime origini per la protagonista. Lénor, giovanissima portoghese ritrovatasi in Italia, prima a Roma e poi a Napoli a causa di un beffardo destino. Colta ed appassionata lettrice di Genovesi e Filangieri, ammiratrice di Metastasio, e a sua volta poetessa di talento e fine critico della società al crepuscolo settecentesco, Donna Lionora, ormai adottata da quella Napoli fortemente turbolenta e stranamente amabile, nonostante tutto, assapora con la lentezza degli anni, i piccoli piaceri della vita sul golfo e il profondo dolore di una lunga serie di disgrazie.

Colpita nel profondo dalle asperità dell’esistenza, ma non piegata, la forte Eleonora si unirà al “manipolo” di difensori della libertà, pubblicando tra l’altro “Il monitore napoletano”, foglio di riflessione sui fatti politici di un’epoca concitata. Intreccerà le proprie idealistiche passioni con quelle dei fautori della Repubblica Napoletana, come il fervente Gennaro Serra di Cassano del quale vi abbiamo parlato recentemente. Ma la libertà è solo un guizzo, come hanno dimostrato gli anni del terrore francese, e la repressione partenopea darà luogo ad esiti ben peggiori.

Deve essere chiara con se stessa: cosa pensa, davvero, di quanto sta accadendo? Ha poi, un’idea della rivoluzione? Di come nasce, come andrà a finire? E cosa è mai la rivoluzione?
Forse soltanto un sogno di ragazzi arrabbiati, uomini delusi, d’umiliati e offesi che non sanno reagire individualmente. Con simili premesse, cosa si realizzerà?
La rivoluzione è figlia di ragione o sentimento? Idee nuove girano in Europa, sul valore da restituire ai sentimenti. La ragione fallisce, senza dignità né decoro. E però i sentimenti non sono anch’essi fallaci? Barbari? Come s’edifica un mondo basato esclusivamente sul cuore?
Si guarda intorno, un po’ smarrita. Il gruppetto popolare con “Acino de fuoco” gioca a tarocchi sotto la finestra, Margherita Fasulo, in un angolo, stringe appassionatamente le mani di Luigi Rossi, un ragazzo che vuol fare il poeta. Le facce appaiono calme, normali. Ma sentono anche loro, sì e no, che tutto questo durerà pochissimo? Un gioco inverosimile, sventato, messo su da uomini-bambini.

Via | enzostriano.com

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