Io, mio padre e i Mondiali

Il Campionato del Mondo di calcio visto da Marilù S. Manzini

Dino Zoff of Italy

Mio padre è un giornalista in pensione di cronaca nera e giudiziaria ma quando era molto giovane ha iniziato facendo il radiocronista di calcio. Così alla tenera età di 5 anni iniziò a portarmi allo stadio per seguire le partite del Modena. Di quel periodo, che durò circa dieci anni, ricordo soprattutto il buffet durante l’intervallo tra il primo e il secondo tempo dove sgranocchiavo leccornie. Poi col tempo il mio interesse per il calcio si è affievolito.

Anni fa sono andata a San Siro a vedermi il derby Milan- Inter e di quel momento ricordo soprattutto un panino con la porchetta che, dato il freddo e il gelo, mi si è piantato sullo stomaco. Diciamo che i miei ricordi col calcio sono legati indissolubilmente al cibo. Ma in fondo i cinefili come me potranno ben fare un parallelismo anche cinematografico del tutto italiano tra il cibo e il calcio. Come non ricordarsi la mitica partita Inghilterra –Italia del Secondo Tragico Fantozzi. “Calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, famigliare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero” era così il ragioner Ugo Fantozzi che chiedeva a Pina il pepe per la frittata quando inizia a suonare il telefono ed è il ragionier Filini che li avverte della nefasta notizia: il dottor Riccardelli li obbliga ad andare a vedere un film russo con sottotitoli in tedesco, la Corazzata Potiomkin. Così Fantozzi perde la partita del Mondiale. E tutti i nostri uomini sono un po' il ragionier Fantozzi quando si parla dei Mondiali. Io me li vedo tutti i nostri mariti, fidanzati, amici, padri spaparanzati sulla poltrona a spanciarsi di cibo a orari impossibili per via del fuso orario e godersi la partita col terrore che qualche Riccardelli possa impedirglielo. E quando si parla di cibo noi italiani siamo proprio italiani, infatti quest’anno la nostra Nazionale porterà in Brasile dall’Italia ingenti quantità di cibo e acqua. La Nazionale non mangerà Brasiliano. Ma italiano. L’Italia viaggerà in Brasile con un bagaglio di 20 tonnellate tra riserve alimentari, materiale sportivo e macchinari. Esattamente il doppio di quanto stimato da Germania e il triplo rispetto all’Inghilterra. Ma il calcio non è solo cibo è soprattutto un grande gioco.

Comunque sia io preferisco sempre nutrirmi di cibo. Chi non lo fa e continua a nutrirsi di calcio è mio padre. E' in fibrillazione dalla fine del campionato, in spasmodica attesa del calcio d'inizio dei mondiali brasiliani. Mi ripete sempre che è in crisi d'astinenza. Lo immagino incollato al megaschermo della sua tv fino a notte inoltrata considerando che le partite, per via del fuso orario, inizieranno tutte a tarda ora. Intanto in questi giorni non fa che ricordarmi i mondiali di questo secolo, ma anche quelli del secolo scorso. Mi racconta che il primo mondiale che ha visto in tv è stato quello di Svezia del 1958. Tv solo in bianco e nero "per chi aveva il televisore in casa", spiega. Lui non lo aveva. E allora con gli amici andava alla "baracchina" del Giardino pubblico, dove però per guardare la partita era necessario consumare. "Noi aveva pochi soldi all'epoca - mi racconta - e così con gli amici ci buttavamo sulla consumazione che costava meno: il mignino". Vi chiederete che cosa era il mignino, perchè si chiamava proprio così. Altro non era che una sorta di wafer al cioccolato. Costo 10 lire. "Una cifra, considerando che la paghetta media nel 1958 per noi ragazzini non superava le 30 lire a settimana. Però - continua mio padre - ci siamo goduti semifinale e finali di quei mondiali (trasmettevano solo queste partite) dove Edson Arentes Do Nascimento detto Pelè, numero 10 della nazionale brasiliana, a 16 anni divenne quel campione che poi tutti hanno osannato e nel ricordo continuano ad osannare".

E qui i suoi ricordi si accavallano con i mondiali del 1986: "Perchè - mi spiega - è in quell'anno che un altro grande campione mette la sua firma sui mondiali come aveva fatto Pelè nel '58. Diego Armando Maradona era già un fuoriclasse, ma in quei mondiali fece la storia. Perchè? Contro l'Inghilterra, nei quarti di finale, segnò un gol di mano che nessuno vide, nè l'arbitro, nè il guardialinee. Con l'astuzia che solo un campione possiede, saltò di testa su un cross dalla destra. Lui alto un metro e un po', sovrastato dai possenti centrali inglesi, saltò in alto appoggiando la mano destra all'altezza della tempia e spinse il panno in rete. Protestarono gli inglesi, ma solo la moviola, ma l'arbitro fu irremovibile e assegno il gol all'Argentina. Non aveva visto quel colpo di mano, che poi, nemmeno chiaramente, la moviola riuscì ad individuare. Fatto è che quel gol fatto da un asso come Maradona, divenne per tutti il gol fatto dalla 'mano dei Dios'".

Dopo avermi indottrinato su Pelè e Maradona e sui mondiali per me preistorici, attacca poi disquisendo su chi dei due grandi numero 10 sia stato il migliore: "Vedi, un confronto non si può fare perchè ogni giocatore ha una sua epoca, un'epoca che ha cambiato gioco e giocatori". Non me lo dice apertamente, ma mi fa capire che per lui il più grande è stato Pelè, anche se poi in casa ha una foto accanto a Maradona con tanto di dedica. Vallo a capire. Come non capisco come mai parli degli altri calciatori e delle altre nazionali e molto meno dei due mondiali vinti dall'Italia nell'82 e nel 2006.

Lo incalzo e lui mi risponde: "Il mondiale di Spagna lo abbiamo vinto perchè correvamo più degli altri e in questo dobbiamo ringraziare più i preparatori atletici e la somministrazione da parte dei medici degli azzurri della carnetina, non era doping ben inteso, che alzava il tono muscolare e alleviava la stanchezza, anche se il ct Bearzot ci mise del suo. Nel 2006 invece dobbiamo ringraziare Lippi, ma anche il suo c....che senz'altro ha superato quello di Sacchi, ct dei mondiali americani".

Che dissacratore mio padre, che comunque è già in poltrona, davanti alla tv, avvolto nel tricolore e con tanto di "vuvuzela" accanto al bracciolo. Posso già immaginare cosa accadrà durante Italia-Inghilterra, prima partita dei mondiale brasiliano per gli azzurri. Lui e i suoi amici non faranno dormire quella parte del condominio che tra un'abbuffata di calcio e un buon piatto, hanno già scelto per quest'ultimo.

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