Premio Italo Calvino 2014: vince Pier Franco Brandimarte con L'Amalassunta

Nella sede del Circolo dei Lettori di Torino è stato annunciato il vincitore del Premio Calvino 2014.

Il Premio Italo Calvino, giunto quest’anno alla ventisettesima edizione, ha il suo vincitore: è Pier Franco Brandimarte (di Torano Nuovo, in provincia di Teramo, nato nel 1986, laureato in Scienze Politiche e Mass Media e Politica, autore di vignette di satira e di favole e spettacoli teatrali per bambini, oltre che appassionato di avifauna) che si aggiudica l’ambito riconoscimento con il romanzo L’Amalassunta. Secondo la giuria – composta da Antonia Arslan, Concita De Gregorio (assente dalla cerimonia di premiazione a Torino perché a Cannes per il festival del cinema), Paolo Di Paolo, Barbara Lanati e Tommaso Pincio – il romanzo di Brandimarte è:

un testo in elegante e acrobatico equilibrio tra finzione e saggio, premiato per l’abilità e l’originalità dimostrate − seguendo il trend di scritture che si sono messe sulle tracce di personaggi reali − nel ricostruire, secondo molteplici registri narrativi e con scrittura impeccabile e compatta, la vicenda umana e artistica del pittore Osvaldo Licini compenetrandola, in studiata sinergia, con la vicenda esistenziale del narratore.

La giuria ha avuto anche due menzioni speciali: a Simone Giorgi per L’ultima famiglia felice e a La circostanza di Francesco Di Salvia.

Premio Italo Calvino 2014: vince Pier Franco Brandimarte con L'Amalassunta

Il Premio Calvino è, a mio avviso, uno dei più interessanti che ci sono in Italia (e, come sappiamo, ce ne sono tanti di premi letterari!). È un premio che valuta scritti di esordienti e lo fa con professionalità e competenza (e non di rado i testi vincitori del Calvino vengono pubblicati da grandi case editrici italiane e hanno successo): il fatto che siano testi di esordienti permette di valutare tutto in maniera più serena e non in base alle solite dinamiche che spesso avvengono per gli altri premi letterari (basti pensare, per esempio, al Premio Strega di quest’anno che, pur essendo ancora lontano, ha già secondo molti il suo vincitore, vale a dire Francesco Piccolo). In questo premio sono le case editrici a seguire gli autori e non il contrario (e anche questo è interessante, perché a volte – tante volte! – capita che ci siano giochi politici dietro la vittoria dei premi più blasonati e non la bravura di chi scrive). E poi il Premio Calvino segue con attenzione coloro che partecipano, non solo quelli dell’edizione in corso, ma anche quelli degli anni precedenti: insomma, un vero e proprio riconoscimento alla buona scrittura.

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