Poesie di Pasqua: “Elegia pasquale” di Andrea Zanzotto

Tra le poesie di Pasqua, quella di Andrea Zanzotto (1921-2011) dal titolo “Elegia pasquale” è una delle più intense

All’avvicinarsi della Pasqua, guardiamo a questa festa con gli occhi dei poeti. Come sapete, nelle grandi occasioni – ma anche ogni domenica (e del resto oggi è domenica) – siamo soliti attingere alle parole dei poeti che, come ben sappiamo, riescono a guardare il mondo che ci circonda in un modo totalmente diverso da come lo vediamo noi.

Abbiamo scelto una poesia di Andrea Zanzotto (1921-2011), grande poeta della nostra contemporaneità, maestro nel dire parole che valeva la pena di dire.

Pasqua ventosa che sali ai crocifissi
con tutto il tuo pallore disperato,
dov'è il crudo preludio del sole?
e la rosa la vaga profezia?
Dagli orti di marmo ecco l'agnello flagellato
a brucare scarsa primavera
e illumina i mali dei morti
pasqua ventosa che i mali fa più acuti.
E se è vero che oppresso mi composero a questo tempo vuoto
per l'esaltazione del domani,
ho tanto desiderato questa ghirlanda di vento e di sale
queste pendici che lenirono il mio corpo ferita di cristallo;
ho consumato purissimo pane.
Discrete febbri screpolano la luce
di tutte le pendici della pasqua,
svenano il vino gelido dell'odio;
è mia questa inquieta
Gerusalemme di residue nevi,
il belletto s'accumula nelle stanze
nelle gabbie spalancate dove grandi uccelli covarono colori d'uova e di rosei regali,
e il cielo e il mondo è l'indegno sacrario dei propri lievi silenzi.
Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra le bocche non sono che sangue
i cuori non sono che neve
le mani sono immagini inferme della sera
che miti vittime cela nel seno.

Buona Pasqua con l'elegia pasquale di Andrea Zanzotto

Foto | Fly

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