Outcast, di Alina Bronsky

In uscita il romanzo di un'autrice russo-tedesca

Outcast

, di Alina Bronsky, è il primo volume della pianificata trilogia young adult Spiegelkind.

Classe 1978, russa del versante asiatico degli Urali, trapiantata in Germania dall'età di tredici anni, madre di tre figli e medico mancato (si è ritirata dall'Università di Medicina e ha cominciato a lavorare come copywriter pubblicitario e redattrice per un quotidiano), Alina Bronsky, che vive a Francoforte, ma ha mantenuto saldi legami coi nonni siberiani, è un autrice di narrativa contemporanea per adolescenti o a essi legata.

Ha brillantemente debuttato nel 2008 con Scherbenpark, romanzo finalista del premio tedesco Bachmann Preis, incentrato sulle vicende di una diciassettenne e sulla vita ai margini della società. A Scherbenpark ha fatto seguito Die schärfsten Gerichte der tatarischen Küche, sulle dinamiche familiari di madre, figlia e nonna espatriate russe.

Con Outcast (Spiegelkind, 2012) l'autrice, venduta in oltre 10 paesi del mondo, ha esordito anche nella narrativa young adult con elementi fantastici, rimanendo, comunque, sempre interessata alle tematiche adolescenziali legate all'esclusione e alla diversità.

La serie si ambienta in un mondo che si rivela in modo progressivo, facendoci passare dalla percezione di ciò che potremmo scambiare per la nostra società a quello che, invece, si rivelerà uno stato totalitario, distopicamente retto attraverso rigide regole (qui un estratto di inizio libro).

Nella c.d. Era della Normalità, in cui la popolazione, sorvegliatissima, è divisa in Normali e Freak, in appartenenti alla comunità e inferiori, strani, non conformi e, quindi, esclusi, seguiremo le vicende di Juliane, Normale teenager, figlia di genitori separati che, all'improvviso dovrà fare i conti con la misteriosa scomparsa della madre, sulla quale nessuno vuole veramente indagare.

Da quell'evento partirà un'avventura che porterà la protagonista, anche attraverso nuove conoscenze Freak, a rivedere tutto ciò che le è stato insegnato e ha creduto giusto, scoprendo veramente chi è la madre - e qui il genere distopico si associa, in modo originale, al fantasy -, ma soprattutto se stessa.

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Questa la sinossi ufficiale del libro: Juliana ha 15 anni e vive in una società rigidamente strutturata dove i Normali controllano tutto e si tengono rigorosamente lontano da coloro che si comportano in modo anticonvenzionale. Juliana frequenta il liceo, abita in un quartiere ordinatissimo e segue tutte le regole della Normalità. Suo padre, esempio di omologazione e sua madre, una pittrice per hobby e più originale, sono separati. All’improvviso la madre scompare, la casa è sottosopra e piena di polizia e il padre sembra stranamente tranquillo. Cosa succede? E perché Julie sente suo padre definire sua madre una fata, uno degli essere più temuti e disprezzati dalla società dei Normali? In una corsa contro il tempo Julie dovrà confrontarsi con una realtà ben diversa da quella in cui è cresciuta. Dove le cose e le persone non sono bianche o nere e dove la diversità, l’originalità sono fonti di ricchezza e non cose da combattere. Ma è pericoloso là fuori, violento e pieno di sorprese. Julie ritroverà sua madre? E troverà se stessa?

Alina Bronsky
Outcast (Spiegelkind)
Traduzione di Leonella Basiglini
Corbaccio
€ 16,40
In uscita il 24 aprile

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