Dieci frasi di Charles Baudelaire nell'anniversario della sua nascita

Il poeta maledetto per eccellenza nasceva a Parigi il 9 aprile 1921.

Charles Baudelaire è stato poeta, traduttore e critico francese, principale rappresentante della scuola simbolista e appartenente ai cosiddetti Poeti maledetti.

Uno dei suoi libri più rappresentativi e polemici è stato I fiori del male, libro per cui venne processato per offese alla morale e ai buoni costumi. Ma Baudelaire ha ignorato del tutto il processo e non ha cambiato nemmeno una virgola della sua opera: e ha fatto bene, perché oggi I fiori del male è un testo chiave della letteratura universale.

Charles Baudelaire nacque a Parigi il 9 aprile del 1821 per poi morirvi il 31 agosto 1867, a soli quarantasei anni di età. Noi di Booksblog vogliamo ricordare il compleanno di questo poeta maledetto con dieci sue frasi tratte dalle sue opere.

Dieci frasi di Charles Baudelaire nell'anniversario della sua nascita


  1. Ciò che v'è di noioso nell'amore, è il fatto che è un delitto in cui non si può fare a meno d'un complice. (Razzi)

  2. Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena, se tu ci rendi – fata dagli occhi di velluto, ritmo, profumo, luce, mia unica regina! – l'universo meno odioso, meno pesante il minuto? (Inno alla Bellezza)

  3. E a che serve realizzare i progetti, se nel progetto c'è già abbastanza godimento? (I progetti)

  4. È ora di ubriacarsi! Ebbri! Per non esser gli schiavi seviziati del Tempo: ubriachi! Senza tregua! Di vino, di poesia o di virtù – a piacer vostro. (Ubriacatevi)

  5. E poi faccio bene così; io sono come un cane fedele, non mi metto ad adulare gli estranei e conservo un tesoro di carezze per chi è assente. (Lettere alla madre)

  6. Il vino e l'uomo mi fanno pensare a due lottatori tra loro amici, che si combattono senza tregua, e continuamente rifanno la pace. Il vinto abbraccia sempre il vincitore. (Paradisi artificiali)

  7. Morte, vecchio capitano, è tempo, leviamo l'ancora. Questa terra ci annoia, Morte. Salpiamo. (Il viaggio)

  8. Non c'è scusa all'essere cattivi, ma v'è un certo merito nel sapersi tali; fare il male per stupidità è il più irrimediabile dei vizi. (La moneta falsa)

  9. Quest'orrore della solitudine, questo bisogno di dimenticare il proprio io nella carne esteriore, l'uomo lo chiama nobilmente bisogno d'amare. (Diari intimi)

  10. Tutto ben considerato, lavorare è meno noioso che divertirsi. (Il mio cuore messo a nudo)

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.
Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 19 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail