Festa del papà: manuali del bravo genitore

Quattro titoli per affrontare serenamente la paternità

Papà non ci si nasce, ci si diventa. Certo, come ogni cosa c'è chi nasce con la vocazione e chi invece ha bisogno di percorrere molta strada prima di imparare ad essere un genitore non perfetto - perchè la perfezione, specie in questi casi, non esiste - ma valido. Perciò, in occasione della festa del papà, abbiamo trovato per voi una serie di titoli di manuali che aiutano i neo papà - ma non solo - ad affrontare momenti difficili che riguardano la crescita del proprio figlio.

Dedicato ai neopapà c'è "Manuale di sopravvivenza per neo papà. Consigli da uomo a uomo per padri primipari", di Scott Mactavish (Ultra Editore, 2013), una guida pratica al confusionario mondo del genitore e della paternità, con tanti consigli da un punto di vista esclusivamente maschile. Un focus sulla nuova vita a tre lo troviamo invece in "Il manuale del papà. Tutto quello che si deve sapere su gravidanza, parto e primo anno di vita in tre" di Robert Richter & Eberhard Schafer (Tecniche Nuove, 2007): si tratta di un pratico supporto che aiuta il neo papà ad indossare i panni del genitore sin dal momento della gravidanza e ad aiutare e affiancare la neo mamma in questo momento importante, oltre a tecniche e consigli per stabilire un contatto con il proprio figlio ancora prima del parto.

Festa del papà 2014

Dall'Italia arrivano due libri originali. Uno è "Manuale del perfetto papà" (Feltrinelli, 2001), scritto dal giornalista Aldo Busi. Non una guida, quanto una riflessione - ironica ma sempre amara - sulla figura dell'uomo che prima è uomo e poi padre, passando per massimi sistemi come l'amore, l'esistenza e sul sentire degli uomini.

Interamente dedicato a questa "sottocategoria" di padri sempre più in voga è il "Manuale di sopravvivenza per papà separati- Guida pratico legale", di Roberta Rocco (Liberoscrivere, 2013): un libro che - come afferma l'autrice nell'introduzione "nasce da un’empatia che da sempre provo nei confronti delle decine di uomini separati con figli, ai quali la società non dà ascolto, nell’errata retrograda convinzione che una cattiva madre sia meglio di un buon padre".


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